Novembre 20, 2009 di maxmauro
Credo che chiunque pubblichi libri abbia un rapporto conflittuale con le recensioni. Da un lato, conoscere un commento articolato su quanto hai scritto è utile per capire i limiti e gli eventuali punti di forza del tuo lavoro. Dall’altro lato, può capitare che le recensioni siano degli scritti copiaticci del comunicato stampa della casa editrice, o delle segnalazioni scritte al volo per riempire la pagina del giornale. C’è un’altra categoria di ‘recensioni’, a cui un libro come La bici sopra Berlino purtroppo si presta fin troppo facilmente: le citazioni en passant nell’ambito di un articolo ‘a tema’. Metti per esempio che una rivista voglia scrivere un articolo sulla cultura della bicicletta a Berlino. Cosa c’è di meglio che usare un libro come questo per compilare le cartelle richieste? Non serve dire che gran parte delle informazioni sono tratte dal libro, che perfino certe frasi sono citate senza virgolette, basta rendere noto che esiste un tale libro. L’autore dell’articolo ha pagato dazio, segnalando il libro, e non ha dovuto faticare molto a cercare altre informazioni. Peccato che il lettore (dell’articolo) non venga informato del giochetto.
La premessa era giustificata dalla recente attenzione ricevuta da La bici sopra Berlino su alcuni giornali e blog. Non dirò chi si è comportato come, lascio al lettore il gusto della scoperta (ma dai, non fare l’ipocrita! Chi ha letto l’articolo di Vanity Fair sa a cosa ti riferisci). Sintetiche segnalazioni sono apparse su La Gazzetta dello Sport, Repubblica, Gioia (o era Grazia?). Ne hanno parlato Vanity Fair, Carta e perfino il Giornale, inserendo il libro in una polemica con l’amministrazione comunale di Genova (l’articolo è uscito dopo la presentazione fatta in quella città alla presenza dell’assessore alla mobilità)! Terra (il primo quotidiano ecologista) e Vita Nuova (settimanale cattolico di Trieste) hanno pubblicato delle recensioni lusinghiere. Sul web, ho notizia degli articoli apparsi su www.agenziaradicale.com e nel blog della giornalista del Corriere del Veneto Sara D’Ascenzio. In ultimo un’anticipazione: una lunga recensione uscirà sul prossimo numero di A Rivista Anarchica.
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Novembre 19, 2009 di maxmauro
Non avevo mai visto Tokyo-Ga perché pensavo fosse una pippa intellettualoide di quel signore tedesco a me caro che risponde al nome di Wim Wenders. In effetti, l’idea di fare un documentario su di un regista giapponese attivo tra gli anni ‘30 e ‘60 del secolo scorso (sigh) che solo gli studenti di cinema, quelli diligenti, conoscono, è in linea di principio una pippa intellettualoide (secondo i miei parametri di p.i.). Però Tokyo-Ga è un film che distilla poesia in immagini e ci trasmette l’amore sincero per il cinema di Yasujiro Ozu, un regista fuori-classe. Riconoscere, con più di vent’anni di ritardo, i propri errori, è curativo. Ringrazio un tipo croato che ha caricato su YouTube tutto Tokio Ga in nove episodi di 10 minuti, la qualità è più che discreta e le pause tra uno spezzone e l’altro possono servire per commentare con chi ci sta accando, andare al bagno, bere un sorso di birra, verificare di non aver dimenticato da qualche parte la penna, che alla fine della giornata sembra sempre essere rimasta in un luogo diverso… Dopo aver visto Tokio Ga abbiamo deciso di recarci dal noleggiatore e cercare i film di Ozu. Ne avevano diversi, ne abbiamo avuti tre al prezzo di uno. Molti film di Ozu sono ambientati a Tokio e hanno dei temi ricorrenti: il rapporto genitori-figli, l’incontro-scontro tradizione-modernità, i treni (in ogni film appare almeno un treno in corsa), il morire. Tokio Story è il suo film più conosciuto e mi è rimasto addosso. Cioè, mi sono rimaste addosso le immagini che riproducono con una semplicità che coincide con la purezza il dialogo tra due persone, il coricarsi, il preparare la borsa per un viaggio, il silenzio che esprime incomprensione, quando esprime incomprensione.
Il caso non è mai casuale. Due giorni fa era arrivata sul mio tavolo la copia in dvd di Kirschblueten-Hanami, film della regista (nonché scrittrice) tedesca Doris Dorrie, Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2008. Bibi ne parlava da tempo, di questo film, dopo averlo visto a una rassegna sul cinema tedesco all’Irish Film Institute. E aveva ragione. E’ un film che ti rimane addosso, come quelli di Ozu. E non è un caso. Dorrie ha voluto fare un omaggio a Tokio Story, adattando il tema del film di Ozu alla Germania di oggi. Un film a basso costo, girato in HD con con una troupe minimale e un approccio da mano sul cuore nel fare film. E’ stato distribuito in vari paesi ma non (ancora) in Italia.
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Novembre 11, 2009 di maxmauro
Segnalo degli aggiornamenti in uno dei post più seguiti di questo cortile digitale…niente di serissimo, parole in libertà. Cliccare QUI
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Novembre 2, 2009 di maxmauro
Impennata di interesse per La bici sopra Berlino nei giorni dell’anniversario della caduta del Muro. Oggi, 2 novembre, la pagina culturale dell’edizione delle 19.30 del GR2 di RadioRai è stata dedicata al libro scritto dal custode del cortile digitale in cui vi trovate. Nella parte finale del giornale radio il giornalista Federico Pietranera mi fa alcune domande sulla Berlino in bici. Per chi volesse ascoltare la puntata basta cliccare QUI, selezionare la data del 2 novembre e la puntata delle 19.30. Domani, 3 novembre, invece, si parlerà del libro nell’ambito di Jalla Jalla, contenitore pomeridiano di Radio Popolare, in onda alle 14.00. Per gli amanti della tv in orari notturni, lo spazio informativo di Rai 3 Linea Notte questo venerdì, 6 novembre, ospiterà il sottoscritto per parlare della reunion degli Husker Du….no, scherzavo, più banalmente si parlerà (ancora?) de La bici sopra Berlino. L’orario è da nottambuli, come dicevo, attorno alla mezzanotte. Spero di non cadere addormentato prima.
Ultimo aggiornamento rispetto alle presentazioni in programma nei prossimi giorni. Venerdì 6 novembre, alle 18, brindisi con l’autore presso la Ciclofficina Insella, a Pordenone. Dettagli su questo e altri incontri nel sito di Ediciclo.
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Ottobre 29, 2009 di maxmauro
Dal comunicato stampa di Fuorirotta: “Sabato 7 novembre, Alle 16.30, alla Libreria Feltrinelli (di Udine, NdR), il giornalista svizzero di origine friulana Max Mauro, autore de La bici sopra Berlino, racconterà un’inedita Berlino del dopo-Muro esplorata in sella a una bicicletta, conversando con il collega Gianpaolo Carbonetto e lo scrittore e cicloviaggiatore Emilio Rigatti“.
E ora chi glielo dice agli svizzeri?!! Voglio il passaporto!
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Ottobre 26, 2009 di maxmauro
Ultimo giro, ultima corsa (prima della fine dell’anno e per vari mesi a venire in quello nuovo). Nei giorni in cui cade il ventennale della caduta del Muro di Berlino sarò in Italia per alcuni incontri attorno a La bici sopra Berlino. Sabato 7 novembre a Udine, presso la libreria Feltrinelli, nell’ambito di Fuorirotta, festival del viaggiatori. Il 5 a Padova, presso la libreria Pangea, il 4 al Dobialab, a Dobbia, (non in provincia di Monfalcone ma vicino a Monfalcone sì), lunedì 9 novembre a Venezia, presso l’Associazione culturale Italo-Tedesca. Potrebbe aggiungersi un altro evento, ma attendo conferma. Dettagli e aggiornamenti nel sito di Ediciclo. Nel frattempo, sul fronte recensioni-commenti, è uscita una segnalazione del libro nell’Almanacco dei libri di Repubblica, sabato 24 ottobre.
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Ottobre 22, 2009 di maxmauro
In copertina c’era un coniglio che montava un gallo. Un foto-montaggio ben riuscito, fatto con carta e colla, ai tempi in cui i computer erano merce rara e ai più irraggiungibile. La copertina era quella del numero zero di Ciaofurbo, pubblicato in quel di Padova nel settembre 1989. La data precisa me l’ero scordata, la copertina no. A rinnovare il ricordo ci ha pensato Ciro Garuti, uno dei quattro ‘fattori’ della fanzine (gli altri erano Mauro ‘Paranko’ Padoan, Giorgio ‘Pg’ Masili e io), che qualche settimana fa che in quel di Ferrara mi ha consegnato una ristampa fatta per celebrare il ventennale. Continua a leggere
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Ottobre 16, 2009 di maxmauro
Il Messaggero veneto, principale quotidiano della provincia di Udine, ha pubblicato oggi nelle sue pagine culturali un’intervista con il sottoscritto attorno al libro La bici sopra Berlino. Parte del testo si può leggere nel blog di Ediciclo. Nel frattempo, è stata confermata la mia presenza a Udine nell’ambito di Fuorirotta, due giorni di eventi attorno al tema del viaggio, sabato 7 novembre. I dettagli, a seguire.
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Ottobre 13, 2009 di maxmauro
I break the surface
so I can breathe
I close my eyes so I can see
I tie my arms to be free
Have you ever been free?
Fugazi, Shut the door
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Ottobre 8, 2009 di maxmauro
Sono stanco. Sono stanco di sentire ironia e commiserazione da parte di persone di ogni possibile paese quando parlano dell’Italia. E’ che con il problema BS a fare da diga a ogni ragionamento civile non c’è via di uscita. L’altro giorno ci si è messo anche il padrone di casa. E’ venuto a vedere una finestra difettosa e mentre prendeva nota di non so cosa ha avviato un’imbarazzante conversazione su di Lui, l’uomo che ha inventato la ciambella con il buco dipinto sopra. Come si chiama? Ber, Bar, Birlussconi? What’s his name? Un risolino insidioso ha segnato la sua faccia mentre cercava di ricordarne il nome. Il padrone di casa non è un intellettuale e non sembra nemmeno molto interessato alla politica, men che meno alla politica internazionale. Si cura solo che l’affitto (o gli affitti, possiede varie case) sia puntuale, che il governo non introduca nuove tasse e che l’Irlanda non sia invasa da africani (c’è gente che ha di queste paure, tutto il mondo è paese). Ebbene anche lui, l’uomo della strada dell’isola celtica, si è sentito autorizzato a prendere in giro i poveri italiani che si ritrovano per presidente un uomo senza pudori e una incontenibile autostima. In momenti come questo il mio pensiero va alle persone che lo sostengono, in Italia. Quelli che lo hanno votato o che semplicemente credono alla sua mania di persecuzione perché è un “imprenditore”, uno che si è fatto da sé ecc. Cosa penseranno/diranno di fronte alle frasi che ha pronunciato dopo il voto della Corte Costituzionale, che ha bocciato la legge che gli garantiva l’immunità?
“The Constitutional Court is a political organ. The trials against me are a farce. Viva Italia and Viva Berlusconi!”.
Questa una delle frasi riportate da The Times. Ok, è stampa straniera e quindi di sinistra, perché come si sa all’estero sono tutti comunisti. Per di più è di proprietà di Rupert Murdoch, un rivale di BS. Il problema che sono le stesse frasi che si possono trovare su tutti i giornali del mondo, in queste ore. Ma non è abbastanza: i legali di BS hanno attuato una difesa in stile Fattoria degli animali, lui è “primo tra uguali”. Così prosegue l’articolo. Fattoria degli animali?! Ma siamo impazziti? No, è tutto vero. Ma come è possibile ridursi così?
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