Qualche tempo fa avevo raccontato in un articolo pubblicato dal settimanale Carta (lo si può leggere nel sito cliccando qui) una storia di ordinaria intolleranza/arroganza accaduta in provincia di Udine. Un uomo di origine marocchina, da vent’anni in Italia, lo scorso luglio ha aperto a Cividale del Friuli un ristorante per asporto dove si cucina Kebab e Pizza. Per la cittadina che vuole sentirsi internazionale e importante grazie a un costosissimo festival pagato con soldi pubblici, il Mittelfest, si tratta di una novità. Tuttavia, alcuni vicini non l’hanno gradita e in vari modi (con minacce esplicite al titolare, telefonate alla polizia per presunti schiamazzi) hanno cercato di farlo desistere dalla sua impresa, in pratica di farlo chiudere. A distanza di alcuni mesi, Hilali Mounin è stato chiamato in tribunale per una denuncia fatta dagli stessi vicini. Il motivo? La puzza del cibo che viene cucinato nel locale, completamente nuovo e quindi si presume in regola con le severe norme di legge in materia di sicurezza e igiene, impregnerebbe i muri delle case vicine. Chi ha presentato la denuncia non ha nascosto all’imprenditore marocchino la sua insofferenza verso gli stranieri, quindi è il pretesto per la denuncia a puzzare, non il cibo.
*Il muset è il cotechino in friulano