Fa un effetto strano dirlo, ma sono passati ormai 20 anni dalla pubblicazione della mia prima fanzine, Ciaofurbo. A fare (era proprio un “fare” perché pubblicare una fanzine voleva dire tagliare e incollare foto e articoli, montare e fotocopiare, fotocopiare, fotocopiare…) quel giornale nato nell’ambiente universitario di Padova eravamo in quattro. Qualche tempo dopo venne Sacrabolt, una fanzine tutta mia che portai avanti per qualche anno. Da lì in poi non ho mai smesso di scrivere delle cose che mi interessano su riviste, giornali e infine nei libri. A distanza di tanto tempo mi rimetto a giocare con un giornale autogestito. Lo faccio perché mi piace l’idea di provare a tenere una specie di “diario pubblico irregolare” e poi per avere uno spazio dove raccogliere materiali diversi, pubblicati su giornali o inediti. L’ho chiamato “My home is where I am happy” parafrasando la canzone di Charles Manson che ha dato il titolo al mio libro “La mia casa è dove sono felice”. “Cronache sincere da un cortile di passaggio” è il motto che l’accompagna. La sincerità pare essere un valore poco apprezzato di questi tempi. Viva la sincerità.
Max Mauro è nato a Frauenfeld (Svizzera) nel 1967, figlio di emigranti friulani. Giornalista professionista e scrittore, si interessa di migrazioni, culture di confine, culture giovanili, viaggi (preferibilmente in bicicletta). Laurea in Scienze Politiche a Padova, una borsa di ricerca post-laurea presso il Mercator Media Center, in Galles, e varie esperienze nomadi. Da ragazzo è stato salvato dal punk e dalla new wave e per sei anni ha cantato negli Inzirli. Per otto anni ha collaborato con il settimanale Diario, suoi articoli sono usciti anche su Il Manifesto, Carta, Lo Straniero, Linus, Avvenimenti, Il Mucchio Selvaggio, Il Gazzettino, Il Nuovo Friuli e altri giornali. Per cinque anni ha curato su Radio Onde Furlane, di Udine, il notiziario Tam Tam, rivolto alle comunità straniere residenti in Friuli Venezia Giulia. Ha fatto il giornalista in Venezuela e raccolto storie di emigranti in Germania e Sudafrica per L’Archivio Multimediale dell’Emigrazione Regionale del FVG. Nel 2006 ha ricevuto il Premio “Città di Borgotaro-Raccontare l’emigrazione” per il libro “La mia casa è dove sono felice” (KappaVu 2005). Nello stesso anno “Patagonia controvento”(Ediciclo 2006) ha ottenuto la menzione speciale al premio Albatros per la letteratura di viaggio. Attualmente vive a Dublino, dove svolge una ricerca sui giovani immigrati e lo sport presso il Centre for Transcultural Research and Media Practice.
per contatti: stig.max@libero.it
Libri:
2009 – La bici sopra Berlino (Ediciclo, Portogruaro, Ve)
2008 – Si fa presto ad arrivare a 30 anni (romanzo online nell’ambito del progetto Estrangeiros/Stranieri, cliccateci sopra)
2006 – Patagonia controvento (Ediciclo, Portogruaro, Ve) – Menzione speciale Premio Albatros per la letteratura di viaggio, 2006.
2005 – La mia casa è dove sono felice (Kappa Vu, Udine, Esaurito) – Premio “Città di Borgotaro-Raccontare l’emigrazione”, 2006
2003 – Un Friûl difarent, i 90 Mhz di Onde Furlane (Il Menocchio, Montereale Valcellina, PN)
2001 – Inzirli, una storia per caso (Snaitbuchs, Udine, Fuori commercio) – Finalista Premio Città di Cuneo per il romanzo d’esordio, 2002
2000 – I Bambini terribili (Edicolors, Genova)
Caro Max, scambio libri in una associazione – Lib(e)ro Libro – di Torino e sono stato attratto dal tuo “Patagonia controvento” e particolarmente dal sottotitolo “viaggio a pedali”.
Sono un 85enne che in gioventù ha girato in bici il Piemonte: la nostalgia mi ha suggerito lo scambio.
L’ho letto questa estate, con delizia per l’esternazione schietta delle tue emozioni,i risvolti storici e politici, per le considerazioni sull’Italia attuale.
Desideravo dirti: grazie.
Un saluto cordialissimo
Carlo Germano
E io che temevo di essere un autore giovanilista! Grazie a te, Carlo.
La prima cosa è che mi è venuta un’incredibile voglia di leggere “La mia casa è dove sono felice” peccato quell’Esaurito che smorza il mio entusiasmo. (Ma d’altronde se ho trovato Inzirli, contrassegnato invece da Fuori commercio, secondo me una possibilità ce l’ho!).
Come mai nella biografia sorvoli sull’attività musicale? Nulla che che ricordi con piacere o hai solo voluto mettere in evidenza le attività più giornalistico-letterarie-divulgative?
(non che voglia irritarti al primo commento, è che, per dire, una vita fa a vedere gli Avail alla Scintilla di Modena c’ero anch’io).
E ora mi butto a vedere i tuoi post.
Ciao
Ciao L’upo, non ci conosciamo (forse) ma è come se ci conoscessimo. Mi fa piacere che qualcuno si ricordi degli Inzirli. Beh, nei programmi di questo blog c’è anche – fin dal principio – una paginetta su di loro (noi), ma sto aspettando dal valente Mirko M. del materiale per renderla più accattivante, Mirko spicciati! La scheda bio è un work in progress e ci saranno dei cambiamenti, soprattutto sui gruppi di riferimento…non è facile scegliere.
avevo letto con piacere l’inchiesta sulla sedia e il manzanese su diario. ora leggo anche tutto il resto…e ti aggiungo ai preferiti.
vonde compliments, cumò. mandi.