La prima volta

Fa un effetto strano dirlo, ma sono passati quasi 20 anni dalla pubblicazione della mia prima fanzine, Ciaofurbo. A fare (era proprio un “fare” perché pubblicare una fanzine voleva dire tagliare e incollare foto e articoli, montare e fotocopiare, fotocopiare, fotocopiare…) quel giornale nato nell’ambiente universitario di Padova eravamo in quattro: Ciro Garuti, Pg Masili, Mauro Paranko ed io. Prima o poi, forse proprio in questo blog, parlerò di loro e di quell’avventura che mi ha fatto capire più cose utili alla vita di due semestri all’università. Qualche tempo dopo venne Sacrabolt, una fanzine tutta mia che portai avanti per qualche anno. Da lì in poi non ho mai smesso di scrivere delle cose che mi interessano su riviste, giornali e infine nei libri. Al principio l’interesse precipuo era la musica, il punk e il mondo attorno ad esso. Perché non sono diventato un “giornalista musicale”, allora? Boh, forse solo perché temevo il rischio di ridurre tutto solo a dischi e concerti, senza altro intorno. E poi perché ho trovato altre cose che mi hanno scosso, messo alla prova, ispirato, fatto sognare. Come durante l’adolescenza facevano i dischi di Husker Du, Joy Division, Minutemen, the Smiths e altri.

A distanza di tanto tempo mi rimetto a giocare con un giornale autogestito. Lo faccio perché mi piace l’idea di provare a tenere una specie di “diario pubblico irregolare” e poi per avere uno spazio dove raccogliere materiali diversi, pubblicati su giornali o inediti. L’ho chiamato “My home is where I am happy” parafrasando la canzone di Charles Manson che ha dato il titolo al mio libro “La mia casa è dove sono felice”. “Cronache sincere da un cortile di passaggio” è il motto che l’accompagna. La sincerità sembra essere un valore poco apprezzato di questi tempi. Viva la sincerità.

Annunci