La missione del dirimpettaio

Il mio dirimpettaio ha una missione (importante averne una nella vita): istruire i contemporanei sulla deriva musicale nell’epoca attuale. Il suo impegno è rivolto a far conoscere e promuovere il rock degli anni sessanta e settanta agli abitanti di questa via. Qualche tempo fa, era la nostra prima notte in questo appartamento, ha celebrato il rientro notturno da non so quale avventura ascoltando tutto “Live at Pompeii” dei Pink Floyd. Ok, quello è un buon disco e un bel film, ma ascoltato coattivamente tra le 4.30 e le 6 del mattino non è – diciamocelo – il massimo del godimento. Al principio non volevo credere alle mie orecchie, ho messo la testa sotto il cuscino e ho cercato di continuare a dormire. Ero convinto che il “missionario” fosse il mio vicino di appartamento ma prima di esternare proteste e ribellione ho atteso, in fondo era il primo giorno. La cosa si è ripetuta, purtroppo, anche la notte successiva, e i prescelti per la session di educazione musicale erano questa volta dei gruppi a me non immediatamente noti, credo delle formazioni a cavallo tra la psichedelia e il frichettonaggio più estremo, tipo Strawbs per dare un’idea. Ho chiamato la padrona di casa – avevo imbracciato il mio Uzi Smg di fabbricazione slovacca ed ero pronto a tutto – e lei con il candore tipico di chi sta partendo per un viaggio di due mesi in India non sapendo che le mucche laggiù non possono più sostare in strada, mi ha detto che il vicino è un uomo tranquillo e pacioso, per di più sordo dalla nascita quindi la musica non l’ascolta. Nemmeno i miei colpi di scopa sulla parete può sentire, quello. Il missionario musicante è invece il dirimpettaio. Per qualche strana alchimia acustica di questa casa mi pareva di sentire musica provenire da una parte invece arrivava da un’altra. Vabbé.

Qualcuno deve essersi allertato e la missione mattutina del musicante missionario si è esaurita, ora ascolta musica (sempre e solo dei ’70) in altri orari, non più tra le 4.30 e le 6 come faceva un tempo. Siccome sono una persona sensibile alle altrui missioni ho deciso di condividere con il dirimpettaio un po’ del suo trasporto ecumenico per la musica. La mia giornata odierna è stata salvata da queste persone: I Minutemen, un trio che purtroppo è sepolto dal dicembre 1985, da quando il cantante e chitarrista D Boon è morto in un incidente stradale. Un frammento video che dimostra quanto di bello gli anni ’70 hanno imposto agli anni ’80 di fare.

Presto un post sulla deriva della musica contemporanea. Oggi mi sento allegro (più o meno).

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