La fortezza si allarga e uccide

Un articolo di El Pais mi ha raccontato una storia che mi era sfuggita o forse era proprio stata tenuta in disparte dai media nelle scorse settimane. Una donna cecena ha perso tre dei suoi quattro figli cercando di entrare illegalmente in Polonia attraverso i boschi che questo paese condivide con l’Ucraina. Il fatto è successo ai primi di settembre. La donna era partita da una località a 20 chilometri da Grozni pagando duemila euro a qualcuno che le aveva promesso di portarla in Europa, nel “paradiso” dell’Europa occidentale. Lasciati nei boschi dell’Ucraina, vestiti con indumenti estivi e senza cibo, la donna e i suoi bambini si sono persi, la donna ha portato con sé il più piccolo andando a cercare aiuto ma al ritorno ha trovato gli altri tre morti assiderati. Quante volte ancora dovremo leggere storie di questo tipo? Sono storie simili a quelle che i giornali italiani riportavano alla fine degli anni ’40, quando emigranti italiani lasciavano la pelle sulle montagne al confine con la Francia cercando di raggiungere illegalmente quel paese. Sono passati sessant’anni eppure si ripetono. La nuova frontiera dell’Unione europea ad est sarà sempre più spesso causa di notizie come questa. E poi, lontani da occhi indiscreti dei mass media e delle organizzazioni umanitarie alcuni paesi gestiscono i nuovi (per loro) problemi delle migrazioni coi modi spicci della forza bruta. Poco si sa di quello che avviene per esempio in Ucraina, principale area di transito per chi cerca di entrare in UE attraverso la Polonia. Al Forum Economico Internazionale svoltosi proprio in Polonia ai primi di settembre (in una località lontana appena duecento chilmetri da dove la donna cecena ha perso i suoi figli) si è parlato anche di questo. In quell’occasione ho intervistato il direttore dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, un ente che affronta il problema sul piano “organizzativo”, cioè puramente militare, per dirla in parole semplici. Una conversazione utile per capire cosa succede e succederà con l’allargamento della UE e come le istituzioni europee non abbiano altra risposta che quella poliziesca. Ho proposto l’intervista a due giornali italiani (il Manifesto e l’Espresso): risposta? Silenzio. Troppo lontane le nuove frontiere ad est per il pubblico italiano.

 

 


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