Chi è fuorilegge?

Se provaste a spiegare a un cittadino qualsiasi, una persona rispettosa delle leggi, uno di quelli convinti che se tutti facessero il proprio “dovere” le cose funzionerebbero al meglio, che basta un po’ di buon senso, di onestà e rettitudine perdio! (se queste caratteristiche vi sembrano appropriate per i seguaci di beppe grillo non posso farci niente, non è quello l’obiettivo del mio discorrere), se a questo tipo di persona, che rappresenta la grande maggioranza della penisola e forse anche del resto del mondo, cercaste di spiegare che nei nostri ricchi e bei paesi esistono delle isole di totale illegalità, dei luoghi dove si compiono violenze illegittime e reiterate che fanno scempio delle stesse leggi che ci impegnamo quotidianamente a rispettare, beh, quel bravo cittadino vi prenderebbe per pazzo.

Eppure proprio a casa nostra, ovunque in Europa e in tutti i paesi del mondo dove c’è un po’ di ricchezza “da difendere”, esistono i “campi per migranti”. Sono strutture al di fuori della legge: sono delle prigioni ma chi vi è detenuto non ha i diritti che hanno i normali detenuti. Non essendo normali prigioni non ci sono regole precise, vengono gestite secondo l’inclinazione e le capacità di chi si trova a gestirle in quel momento. L’unico principio valido è che chi finisce dentro deve rimanerci finché non viene deciso altrimenti. Il “reato”? E’ per tutti lo stesso: trovarsi in un paese senza la carta giusta in mano. Quella carta, il permesso, la visa, il visto, il documento che autorizza la presenza, che identifica la persona, che la rende qualcuno di fronte al mondo, è il rovello di milioni di vite dagli Stati Uniti alla Grecia, dall’Italia all’Irlanda. Gli stati studiano i meccanismi più astrusi per rendere complesso l’ottenimento di quella carta, ne distinguono varie, creando vari livelli di legittimità, diversi gradi di umanità, perché, come dice Giorgio Agamben, nell’epoca attuale i diritti universali dell’uomo sono stati soppiantati dai diritti del cittadino. Sul piano dei diritti, se non sei cittadino non sei uomo. Per essere cittadino devi avere la carta giusta, oppure ne puoi avere una giusta solo in parte, un permesso temporaneo, e quindi sei un uomo a metà o a un terzo…

Nel sito di un’associazione che si chiama Migreurop ho trovato la mappa aggiornata al 2005 dei campi per migranti esistenti in Europa. Ci sono molte informazioni interessanti per capire quanto le procedure siano simili nei paesi della fortezza Europa. Per non pensare il peggio di noi europei basta però dare un’occhiata a cosa succede in Australia, per esempio leggendo un rapporto sulla condizione dei bambini migranti detenuti in zone remote di quell’affascinante paese…

Comunque, ciò che conta è parlare delle pensioni. Non perdiamo di vista le cose importanti.

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