Inzirli, ricordi per caso (grazie Ale)

Mi ha fatto una sensazione strana – piacevole e strana come un sorriso inatteso in mezzo a una coda riottosa – trovare questo post su di un blog che ho scoperto da poco (e letto con interesse). Si parla di qualcosa che ho scritto ormai 16 anni fa e che pensavo fosse finito dai più dimenticato. Quelle parole che accompagnavano il demotape degli Inzirli (allora non c’erano i cd!) e poi citate nel libro “Inzirli, una storia per caso”, mi riportano indietro alle sensazioni di quegli anni. Mi sono chiesto: le scriverei anche oggi? Mi sono risposto: Sì, ma con una modifica, sostanziale. A quel tempo il friulano non era una lingua tutelata e foraggiata da finanziamenti pubblici (pochi o tanti che siano è opinabile), ma ora lo è. Paradossalmente o forse no la prima legge regionale di tutela è arrivata nel 1996, l’anno che gli Inzirli si sono sciolti. Allora oggi riscriverei lo stesso testo e al posto del friulano metterei qualcos’altro, che so, la lingua dei rom… e magari cercherei di cantare pure in quella o in una lingua inventata come faceva l’amata Elisabeth Frazer dei Cocteau Twins….forse quello era un testo troppo visionario, ma è bello sapere che qualcuno ne è rimasto colpito.

In tutta la vicenda degli Inzirli c’è qualcosa di curioso: pur esprimendosi per la gran parte in friulano il gruppo ha ricevuto i commenti più toccanti fuori dal Friuli, in vari angoli d’Italia e altrove. Che io sappia nessun gruppo friulano ha mai fatto una cover degli Inzirli, immaginate quindi la mia sorpresa quando gli Altro mi hanno detto che nella sala prove suonavano “Amor”, improvvisando il testo in una lingua a caso! Senza dire della passione per quello che facevamo che ci ha trasmesso Andrea Pomini da Pinerolo… Boh, riflessioni nodose e dolcemente malinconiche oggi…

Ah, il libro è fuori commercio ma se ne possono trovare delle copie nella distribuzione di Marco Pandin a sostegno di A rivista Anarchica, cliccate qui. L’offerta è libera. Se non ce ne sono più ne ho ancora delle copie nella casa della nonna, fatemi sapere.

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6 thoughts on “Inzirli, ricordi per caso (grazie Ale)

  1. In effetti volevo aggiungere (ma non mi si incastrava sintatticamente) che prima di leggere il tuo testo ero abbastanza sospettoso riguardo all’uso politico del friulano, perché appunto lo conoscevo solo intriso di un localismo che mi puzzava di chiusura e bieco tradizionalismo. L’idea che qualcuno volesse usarlo in quanto lingua “libera e liberatoria” e come arma e vessillo delle minoranze mi ha molto colpito. Poi essendo io parte di una delle minoranze citate mi sono sentito come stretto in un abbraccio. Va be’, ora divento sentimentale ed è meglio che mi ritiri. Comunque devo ammettere che non ho mai sentito niente degli Inzirli: il libro me l’ha consigliato il mio co-blogger e, pur non conoscendo il gruppo, mi è piaciuto davvero tanto. E’ una bella storia la vostra.

  2. Devo fare (parziale) pubblica ammenda su una cosa che ho scritto nel post. L’amico spezial mi ha inviato un’acida email dove ricorda che i da me amati Tadpole (gruppo in cui lui cantava e suonava la chitarra) avrebbero eseguito una cover di “El cordobes”, brano degli Inzirli contenuto nel primo sette pollici. La Bibi ha commentato così la mia presunta dimenticanza: “Un grave mancanza, con tutto quello che ci tenevi a quel gruppo”. Non mi ricordo di quella cover, ma la mia memoria è ballerina. Per chiudere, i Kosovni Odpadki hanno eseguito dal vivo “El cordobes” ma in quel gruppo suona Oscar (ex bassista inzirli), quindi non vale!!!

  3. da bassista dei tadpole devo confessare che nn me ne ricordo. perdonami la dimenticanza ma facevamo un sacco di cover (beatles, jawbox, husker du, robin hitchcock, pavement e perfino i nine inch nail… spezial ricordi? ;-). sicuramente nn l’abbiamo mai registrata ne suonata dal vivo.
    se legge queste righe, all’amico acido del più caro gruppo in cui mi sia capitato di suonare ricordo che senza maxm i tadpole nn sarebbero mai esistiti. la storia non si ricorderà il nostro nome ma noi, perdio, tutta la vita sì!
    😉

  4. ok, basta con gli elogi sennò mi prende il magone e mi viene da pensare che “Inzirli, una storia per caso”sia il meglio libro che ho scritto…e invece come i Rolling Stones insegnano (non pensavo avrei mai citato i RS in questo blog invece…) il meglio disco è sempre l’ultimo..!

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