I migliori film (lista provvisoria)

Non avere le a tv (salvo quella del nuovo vicino sordo che tavolta si addormenta con l’apparecchio acceso) favorisce una socializzazione imprevedibile. Ormai è da diverso tempo che io e bibi viviamo senza tv e questo ha fatto sì che si creassero dei percorsi singolari per trascorrere il tempo altrimenti dedicato all’anestesia dei sensi via tubo catodico. C’è il gioco del domino, un’idea recente e suggestiva, oppure dei giochi vecchi come il mondo ma, come dire, sempreverdi. Per esempio stasera, dopo cena, è saltato fuori il classico concorso dei migliori film di sempre. Nelle sue diverse e pressochè infinite varianti – i migliori dischi, i migliori centravanti, i migliori biscotti, i migliori libri di fantascienza – è un passatempo che ha tenuto occupati e incuriosito credo tutti, almeno una volta. Cercare di fissare in mente i film che più ci hanno segnato e in-segnato nel corso della vita ci ha preso una buona mezz’ora. Unica regola condivisa: la lista è provvisoria, sempre provvisoria, perché per quanto ci si sforzi di ricordare rimane sempre fuori qualcosa che si vorrebbe inserire nella lista ma ormai i giochi sono fatti. In ogni caso, il giochetto è divertente e lo consiglio.

I film di Bibi (non in ordine di preferenza): Aurora, di Friedrich Murnau / Elephant, di Gus Van Sant / La 25ma ora, di Spike Lee / Senso, di Luchino Visconti / Rumble Fish, di Francis Ford Coppola / Le lacrime amare di Petra Von Kant, di Rainer Werner Fassbinder / Les amantes du Pont-Neuf, di Leos Carax / Dolls, di Takeshi Kitano / The garden, di Derek Jarman / Me and you and everyone we know, di Miranda July .

I film di Max (non in ordine di preferenza): Apocalypse now, di Francis Ford Coppola / La caduta degli dei, di Luchino Visconti / C’era una volta in America, di Sergio Leone / La zona morta, di David Cronenberg / Fiztcarraldo, di Werner Herzog / Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Elio Petri / Taxi driver, di Martin Scorsese / My beautiful Laundrette, di Stephen Frears / Permanent Vacation, di Jim Jarmusch / Fargo, dei fratelli Cohen.

I commenti. La lista di Bibi è più da intellettuale del cinema, con qualche escursione eccentrica e post-post-indie tipo il film della July o Van Sant (che lei vorrebbe addirittura al primo posto della lista), ma anche degli amori incontaminti tipo i film di Spike Lee. La lista di Max è più da divanista impenitente, amante delle storie e della Storia che talvolta ci sta dietro. Uno antiquato.

 

Ok, magari è interessante condividere questa leggerezza con altri. Se qualcuno ne ha voglia, l’ingresso è gratis.

 

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28 thoughts on “I migliori film (lista provvisoria)

  1. Senza ordine:

    Der Himmel über Berlin (Wim Venders)
    37°2 le matin (Jean-Jacques Beineix)
    Vertigo (Alfred Hitchcock)
    Tampopo (Juzo Itami)
    Hedwig & the Angry Inch (John Cameron Mitchell)
    Amelie (Jean-Pierre Jeunet)
    Mujeres al borde de un ataque de nervios (Pedro Almodóvar)
    Whale Rider (Niki Caro)
    Winged Migration (Jacques Cluzaud, Michel Debat and Jacques Perrin)
    Harold & Maude (Hal Ashby)
    Out of The Past (Jacques Tourneur)
    The Best Years of Our Lives (William Wyler)
    Diarios de Motocicleta (Walter Salles)
    Rushmore (Wes Anderson)
    This is Spinal Tap (Rob Reiner)

  2. Commento ai film di Kim.
    Prima di tutto, i numeri. Avevo detto 10 film e qua sono 15. Vabbè, siamo tolleranti, però invito i partecipanti a rispettare le regole. Dunque, tra i 15 titoli a occhio mi sembra che almeno 10 siano di registi non statunitensi, una fatto interessante tenendo conto che Kim è di San Francisco. Il cinema francese la fa da padrone, mentre non c’è nemmeno un regista italiano, mannaggia! Kim ha una animo romantico e sognatore, ama i film che hanno per protagonisti bambini e ragazzi (Rushmore, Whale Rider, Harold & Maude) e le storie strappalacrime (37°2 le matin, aka Betty Blue). Insomma, è una persona sensibile e curiosa del mondo. Complimenti, però tutti quei film francesi…

  3. ecco la mia lista, in ordine rigorosamente casuale

    Metropolis – Fritz Lang
    Velluto Blu – David Lynch
    Terra e Libertà – Ken Loach
    I soliti ignoti – Mario Monicelli
    Jules e Jim – François Truffaut
    Quei bravi ragazzi – Martin Scorsese
    L’uomo che non c’era – Joel + Ethan Coen
    Viale del Tramonto – Billy Wilder
    Dead Man – Jim Jarmusch
    Old Boy – Park Chan-wook

    volevo metterne ancora…ma non avrei finito la lista…

  4. Ma dov’era scritto che ero costretta a scegliere solo 10 film? Leggendo che “non ho rispettato le regole”, ho cercato (e non trovato) questa regola sul blog (anche se confesso che ho visto che Max e Bibi hanno scelto solo 10…). Forse ho mancato la regola perche il mio italiano diventa sempre peggio… o forse perche ho scritto la lista ad un ora quando dovevo invece dormire….

    Potrei facilmente perdere Rushmore e Spinal Tap. Lasciare altre 3 diventa piu difficile. Anche perche me vengano in mente ancora piu film che adoro!

  5. E’ vero, non c’era scritto, è solo che mi veniva di scrivere così, non c’è una regola, it’s just for fun. Se uno vuole mettere 2 o 15 film fa lo stesso, anzi si potrebbe lanciare un piccolo concorso per i migliori film alle 8 del mattino del lunedì, i migliori film in coda alla cassa del supermercato, i migliori film in attesa che si liberi il bagno a teatro durante la pausa, i migliori film durante il viaggio in auto per andare ad ascoltare il cognato che suona in una cover band degli Sweet. Le variabili sono tante. E ora spazio al commento ai film di Gianluca (hey, si fa per ridere-sorridere, mica sono un critico, metà di quei film neanche li ho visti!).
    La lista di Gianluca è ponderata. E’ una di quelle liste che gli uomini tengono nel blocchetto degli appunti e tirano fuori al momento opportuno per far colpo sulla signorina con cui sono usciti. Magari hanno dimenticato un titolo e con una scusa – Perdonami un attimo, mi chiamano al cellulare, è il carrozziere – si allontanano e danno un’occhiata agli appunti. E’ una lista da cinefilo con la birra sul bracciolo della poltrona. Però, se apri una sala d’essai, ci vengo, Gianluca.

  6. in ordine sparso:

    risvegli – penny marshall
    scarface – brian de palma
    morte a venezia – luchino visconti
    il padrino pt. 2 – francis ford coppola
    casino – martin scorsese
    kill bill pt. 1 – quentin tarantino
    donnie brasco – mike newell
    the goodfellas – martin scorsese
    blow – ted demme
    american beauty – sam mendes

  7. Mare Dentro;
    Il Cacciatore;
    L’attimo Fuggente;
    La lista di Schindler;
    La strada verso casa;
    Braveheart;
    U-Boot 96;
    Profondo Rosso;
    Il re leone;
    The Mission.

  8. Questo vecchio post continua ad essere piuttosto frequentato quindi è tempo che rimetta mano ai commenti alle liste inviatemi…è il turno di Sam e Vittorio.
    Sam. E’ la lista di un uomo (spero Sam nasconda l’identità di un uomo altrimenti son fritto) che ama le decisioni prese nelle situazioni difficili, senza guardare in faccia nessuno e se c’è da menare le mani nema problema, un po’ di testosterone in eccesso che viene eliminato per una giusta causa (la sua). Scarface, Il Padrino, Casino, Donnie Brasco, Goodfellas. Film notturni, oscurità che permettono azioni che alla mamma non si possono dire (vale anche per Morte a Venezia, lateralmente). Sam, quando vai al cinema chiamami, i tuoi gusti sono i miei per una serata tenebro-frizzosa (a parte Kill Bill, che mi urta).
    Vittorio. Nella tua lista c’è il mare (Mare dentro, U-boot), l’avventura epica (Braveheart, Il cacciatore, The Mission), la giustizia salvifica (La lista di Schindler, ma anche L’attimo fuggente se uno crede nelle giuste persone nel quotidiano), la fuga in mondi lontani (La strada verso casa, Re Leone). Insomma, sei un uomo come non se ne fanno più: avventuriero dentro, in cerca di una causa, giusta o sbagliata, ma orgogliosamente tua. P.S. Profondo Rosso non l’ho visto. Dario Argento mi fa paura, sua figlia pure. Penso che in questa lista ci sia finito per errore, oppure è un ricordo giovanile collegato a qualcosa di bello (la prima pomiciata sul divano con la compagna di classe dai capelli rossi mentre sullo schermo volavano teste mozzate e il sangue schizzava, schizzava, schizzava).

  9. provo a scriverne 10:

    Metropolis (Fritz Lang)
    Easy Rider (Dennis Hopper)
    Aguirre, furore di dio (Werner Herzog)
    2001 – Odissea nello spazio (Stanley Kubrick)
    Persona (Ingmar Bergman)
    Mulholland Drive (David Lynch)
    Stalker (Andrej Tarkovskji)
    Zabriskie Point (Michelangelo Antonioni)
    Paura e delirio a Las Vegas (Terry Gilliam)
    Die zweite Heimat (Edgar Reitz)

  10. La lista di enrikez ci porta su di un’astronave che potrebbe anche essere un battello: sia una o sia l’altro è lo spostamento, fisico o fantasmatico, verso destinazioni ignote il tema trainante. C’è un’attrazione per i confini dell’umano (2001, Stalker, Aguirre), il visionario che ci può travolgere e pericolosamente trasformare (Zabriskie Point, Paura e delirio a Las Vegas), ma anche la fuga, tensione incontenibile e insaziabile (Easy Rider). I confini sono anche quelli della città (Metropolis) o del paese-nazione (Heimat) e, infine, quelli dell’interazione con altri umani (Persona). Insomma, qua c’è materia densa e fluente. Enriquez nella vita passata gestiva un autogrill vegetariano, la pompa di benzina nel piazzale antistante distillava vin brulé invece di gasolio e i suoi clienti erano dei pazzi che solo lui sapeva capire.

  11. Pingback: I migliori film (un vecchio post) « my home is where I’m happy

  12. 1) Beavis and Butt-head Do America
    2) South Park: Bigger Longer & Uncut
    3) Borat
    4) Brüno
    5) The Muppet Movie
    6) Muppets from Space
    7) Kevin and Perry Go large
    8) The Great Muppet Caper
    9) The Muppets Take Manhattan
    10) The Big Lebowski

    my humble suggestion is that in order 2 fully and otterly appreciate the “greatness” these movies/classics u must c them in their original language and under the influence of THC………………..heavy influence of THC possibly!!!!!!

    mandi tant di cor fantas

  13. Tra i miei antenati c’era un allenatore di calciobalilla. Un giorno, preso dallo sconforto per i troppi gol presi sul lato sinistro della difesa, sbottò: quel difensore è una palla persa! Qualcuno cercò di fargli notare che nel calciobalilla i difensori – come per altro gli attaccanti, i centrocampisti e il portiere – sono figure di plastica, non esseri umani, ma lui non volle sentire ragione. In fatto di gusti cinematografici scjefin ricorda un po’ il mio antenato e le sue originali idee sul calcio, applicate al cinema. Il suo mondo in pellicola è costellato di cartoni animati, figure olografiche e disegni alla viva il parroco. Quando si apre al cinema di carne e ossa scjefin predilige il surreale, l’improbabile, lo sbarazzino imbarazzante (Borat, Bruuno) o il comico disperante (Lebowskwi). E’ un uomo in attesa degli eventi, ma sul binario sbagliato. Lui se ne frega, se ne frega altamente, ci mostra il dito medio e continua il suo viaggio.

  14. la battaglia di algeri
    terra e liberta
    m il mostro di dusseldorf
    caro diario
    roma citta aperta
    i soliti ignoti
    l’angelo sterminatore
    ti ricordi dolly bell?
    zero in condotta
    casino’

  15. Non so se Franz sia un amante dei cachi, ma credo che questo frutto rappresenti bene il suo gusto cinematografico. Applicando alla sua lista di film il metro del celebre prontuario “Fruttologia del cinefilo (tomo I)” si ottiene infatti un caco pieno a tre quarti, una chiara indicazione di gusto. Il caco è un frutto poco maneggevole, per questo intimorisce i più. Richiama un lontano passato, animato da anime ribelli (Zero in condotta, La battaglia di Algeri, Terra e Libertà), reietti maledetti (M Il mostro di Dusseldorf), palingenesi drammatiche (Roma città aperta) e drammi dell’assurdo (L’angelo sterminatore). Ma il caco, a dispetto dei più, è anche un frutto estremamente eclettico, che sa ironizzare, con lo sguardo rivolto al passato remoto (I soliti ignoti) e a quello meno remoto (Caro Diario). Infine, il caco è imprevedibile, non sai mai da che parte potrebbe andare a sfarsi. Così si spiegano i due ultimi film della lista di Franz: Ti ricordi Dolly Bell e Casinò. Amen.

  16. Simpri io, Denel, il rumeno. Chescj a son i films dal mjo cineforum 2009:

    Europa Lars von …Trier

    Fiztcarraldo Werner Herzog

    Ostrov Pavel Lungin

    Nuovomondo Emanuele Crialese

    Voglio la testa di Garcia Sam Peckinpah

    Beforore the rain Michlo Manchevski

    C’est arrivé pres de chez vous Rémy Belvaux

    The Innocents Jack Clayton

    Ghost dog Jim Jarmusch

    Du rififi chez les hommes Jules Dassin

    mandi

  17. Comunicato ufficiale dell’editore: E’ stato attivato un programma informatico che prevede l’autodistruzione della liste di film che contengono una, anche una sola, produzione firmata Lars Von Trier.
    Comunicato del curatore della rubrica: La decisione dell’editore è pesante, ma giustificata. Anni fa, in seguito alla visione di un episodio di The Kingdom, entrai in una gelateria cosparso di formiche dopo aver travolto in bicicletta un formicaio urlando “Coppen Coppen! Hagen Hagen!”. Ordinai un cono al pistacchio ma venni tratto in arresto prima di poterlo consumare. Conosco molte storie di questo tipo – tutte tremende – legate alla visione di film di quell’omaccione nordico.
    E ora veniamo alla critica. E’ evidente che dietro la sigla “Catrafuse” si nasconde un provocatore. Un abile provocatore. La scelta di Fiztcarraldo, e ancor di più di un benemerito film di Sam Peckinpah, è un’astuta manovra per stemperare la oltraggiosa scelta dell’innominabile danese. Entrambi i film richiamano sfide post-umane (Kinski-Herzog sono oltre l’umano cinema, la testa del povero Garcia è quel che è), indicatori di un’inclinazione all’attacco, intellettuale oltreché fisico. Il nostro situazionista è anche attratto dalle ombre, dalle pieghe oscure dell’umana esistenza che inquietano e fanno dormire sonni agitati (Ostrov, The Innocents, Ghost Dog). Talvolta si rifugia nel malinconico richiamo ad un vaneggiato passato collettivo (Nuovomondo) ma poi si richiude nuovamente nel giallo o nel nero, mai nell’azzurro (C’est arrivé pres de chez vous). Infine, a conferma dell’incrollabile indole ribelle, ci rifila un film dal titolo ridicolo – Du rififi chez les hommes -, un ennesimo gesto di sfida. Anatema su di te, catrafuse!

    • Ho presentato ricorso per conto di Lars von Cane davanti alla corte dell’Anicagis…

      par Nadal o torni in chel di Udin se tu ses in zone mi plasares vjoditi …mandi

      panigali il romeno

  18. top ten del momento per nulla ragionata

    Baciami stupido – Billy Wilder
    La rimpatriata – Damiano Damiani
    Sedotta e abbandonata – Pietro Germi
    C’eravamo tanto amati – Ettore Scola
    Straziami ma di baci saziami -Dino Risi
    Un borghese piccolo piccolo – Mario Monicelli
    La corta notte delle bambole di vetro – Aldo Lado
    Repulsion – Roman Polanski
    The Wicker Man – Robin Hardy
    Un compleanno da ricordare – John Hughes

    ci sei lunedi a cividat?
    salutti!
    En

  19. Catrafuse-Panigali (ma chi è che sceglie i nomi, Pippo Franco?) se l’Anicagis ti risponde fammi un fischio, risponderò con una pernacchia.
    Enrico, visto che la tua top ten è “del momento, per nulla ragionata”, i curatori della rubrica sono tentati di fare una recensione sullo stesso stile, alla viva al parroco. Invece no. Dato il rispetto che il nostro team porta per i lettori, anche i più distratti, la tua selezione verrà vagliata con la massima attenzione. E’ una scelta di campo, la nostra, contro il fancazzismo e il cazzeggio digitale, sempre!
    Dunque, c’è un che di drammaticamente e torturatamente sentimentale nel tuo gusto cinematografico. Meno male che devi essere della classe di mio zio Reginaldo, ’44 o ’45, altrimenti avresti infilato tra i dieci delle perle di rincoglinimento filmico tipo Notting Hill o Scusa ma ti chiamo amore. Il passato remoto, l’epoca dei tuoi più lucenti ricordi, ti ha salvato. Però, tra Straziami ma di baci saziami, Baciamo stupido, C’eravamo tanto amati, Sedotta e abbandonata e – soprattutto – Un compleanno da ricordare, rimane il dubbio che la tua sfera sentimentale sia un tantino fessa, tipo un vetro di Murano soffiato da un asmatico. Tuttavia come diceva il saggio (dopo tre cognac senza ghiaccio), c’è sempre tempo per disperarsi. Purtroppo, il tempo disperante lo vive fino in fondo il povero borghese piccolo piccolo di Monicelli. Di tristezza in amarezza passiamo al maestro dei comici tristi, Walter Chiari, ne La rimpatriata. Non resta che tagliarsi le vene. E chi meglio di un vate dell’horror italico quale Aldo Lado per far scorrere del sangue? Non ti basta? Eccoti le repulsioni coltellinaie del Polanski d’annata. Enrico, scolta me, hai bisogno di un po’ d’aria. Esci a fare un giro in bici.

  20. dieci film che hanno retto più di una visione senza che passasse la voglia di rivederli

    Picnic a Hanging Rock – Peter Weir
    Palombella rossa – Nanni Moretti
    Fuoco cammina con me – David Lynch
    Sfida infernale – John Ford
    La fiamma del peccato – Billy Wilder
    Il posto delle fragole – Ingmar Bergman
    Il grande Lebowski – fratelli Cohen
    Per qualche dollaro in più – Sergio Leone
    The others – Alejandro Amenabar
    Napoleon – Abel Gance (questo visto una volta sola)

  21. buondì, io mi appello al buon Heidegger il quale sosteneva che ogni grande pensatore pensa un solo grande pensiero, e , per omologia contravvengo alle regole e cito 10 registi così da poter nominare un paio di film in più. Mi rimetto alla clemenza della corte:)

    2001 odissea nello spazio, Arancia meccanica, Shining, Eyes wide shut – Stanley Kubrick avoler citare solo i miei preferiti

    Ran, L’angelo ubriaco, Rashomon, Vivere, I sette Samurai, e eforse ne dimentico qualcuno – Akira Kurosawa

    Solaris, e un po’ dietro Stalker – Andrej Tarkovsky

    Rocco e i suoi fratelli, semplicemente immenso – Luchino Visconti

    Il Decalogo – (mi sia concesso, son 10 mediometraggi altrimenti) Krisztof Kieslowski

    Picnic ad hanging rock, esprime tutto quello che con Antichrist e Melancholia vorrebbe esprimere Von Trier( lasciando da parte il differente approccio formale) senza riuscirvi- Peter Weir

    Mulholland Drive perché quello con più equilibrio formale e per questo inquietante ; Inland Empire per il motivo opposto, lo svelamento di Lynch – David Lynch

    La ballata di Stroszek è il mio preferito anche se molti altri meritano – Werner Herzog

    C’era una volta in America; Giù la testa; Ce’era una volta il West; il Buono, il Brutto e il Cattivo – Sergio Leone

  22. e per undicesimo Bergman: Il volto e Il rito sono quelli che mi tornano in mente per primi, ah e il posto delle fragole… e… e… accidenti ai giochetti e alle restrizioni!

  23. Il blog sarebbe in vacanza ma questa popolare rubrica non sente ragioni. Eccoci quindi a commentare due nuove classifiche inviateci da altri lettori incoscienti. Albertog, le tue scelte mi rimandono coi ricordi a un matto del paese natale di mia madre. Si chiamava Reginaldo o Rinaldo, non so bene, ma per tutti era ‘Boris’ (braci in friulano). Aveva il vizio di bagnarsi continuamente in ogni fonte d’acqua che incontrava, adducendo delle improbabibili scottature dovute al fuoco, alle sue braci appunto. Un fitto mistero avvolgeva il legame di Boris con il fuoco (e con l’acqua), ma la sua presenza era di grande intrattenimento per noi bambini. Non ci sono più i matti di una volta! Ecco, tra i tuoi dieci film ci sono Fuoco cammina con me, Sfida infernale, La fiamma del peccato, tutti titoli che avrebbero fatto impazzire il vecchio Boris (peccato fosse già abbastanza pazzo di suo), al punto da indurlo a gettarsi nella prima piscina disponibile, magari occupata da pallanuotisti sproloquianti e inconcludenti (Palombella rossa). Picnic a Hanging Rock, The Others e soprattutto Il posto delle fragole son film angoscianti, adatti ad una visione sul sedile posteriore di un taxi durante la fuga da una città incendiata (o alluvionata, fa lo stesso, per te). Il protagonista de Il Posto delle fragole mi ricorda molto Boris, ma un Boris incupito dall’invenzione degli abiti ignifughi. Anche Napoleon mi ricorda Boris, è inutile spiegare perché. Più difficile collocare in questo scenario psicanalitico i due ultimi film da te scelti. Lebowski è un classico moderno (e chi pensa il contrario ha sbagliato blog), è perfino divertente quindi non c’entra molto con quanto visto fino ad ora. Anche Sergio Leone è una svista, ma avercene di sviste così.

    Redknife, pazienta un po’.

  24. In ordine sparso…

    Dude, Where is My Car? – Danny Leiner
    The Party – Blake Edwards
    Dressed to Kill – Brian De Palma
    Tokyo Drifter – Suzuki Seijun
    Juliet in Love – Wilson Yip
    Les Demoiselles de Rochefort – Jacques Demy
    Salo’ – PPP
    The Holy Mountain – Alejandro Jodorowsky
    Chung King Express – Wong Kar-wai
    Showgirls – Paul Verhoeven

  25. L’Italia è il paese delle leggi su misura (di un individuo) e anche nel quotidiano ognuno tende a fare come meglio gli aggrada, infischiandosene delle regole collettive. Sig. Redknife, si è detto dieci film e Lei mi infila dieci anzi undici registi e trentasette o non so quanti film. Mi creda, Lei è la persona giusta per la carica di primo ministro di questo paese. Verrebbe da credere che, in barba ad Heidegger, invece di un solo grande pensiero sia stato avvinto da una sola grande damigiana. Tuttavia, visto che è agosto, fa caldo e ci sentiamo ecumenici procederemo ad una ‘attenta’ disamina dei suoi film preferiti.

    Conosco un tipo che ha compiuto il giro d’Europa dei formaggi in motorino (un Ciao, il semi-mitico motociclo degli adolescenti anni 80′). Mentre viaggiava in Moldavia, lungo il precario confine con la Transnistria, subì un incidente e si ruppe una gamba. Venne accolto e ospitato per un mese nella casa di una guardia confinaria. Chiuso in una stanza senza Internet, e con solo alcuni libri in romeno a disposizione, gli unici svaghi erano la tv locale o una collezione di film in videocassetta. Scelse la seconda. Si trattava essenzialmente di commedie turche sottotitolate in romeno, action movies tailandesi sottotitolati in russo e film porno arabi, non sottotitolati. Fu un’illuminazione. Al suo ritorno mi disse: Vedi Omar (aveva dimenticato il mio nome, chiamava tutti ‘Omar’), il cinema è INTRATTENIMENTO. Punto.

    Vedi Redknife (possiamo darci del tuo, è il paese delle libertà), la semplice nuda verità espressa dal mio conoscente è a te totalmente ignota. Nella tua selezione includi una terrificante sequenza di registi con la K: Kieslowski, Tarkowsky, Kubrik, Kurosawa e ci metto pure Herzog che una K non ce l’ha ma ci starebbe bene, glielo diceva anche il suo amico Kinski che di K ne sapeva qualcosa. E mettiamoci pure Viskonti, che era un duca e gli piaceva tanto la Germania. Ora, Agota Kristoff scrisse un libro che in italiano è intitolato ‘Trilogia della città di K.’. Son storie forti, una lettura non futile, anzi opportuna per ogni inguaribile ottimista, ma quello che qui importa è che son storie TRISTI. Ecco, i tuoi registi con la K non riescono a pensare ad altro che al pensiero, al grande o piccolo pensiero del far pensare e del film che deve dire e restare… Dateci gli action movie tailandesi (sottotilati in russo)! Vogliamo il porno arabo (non sottotitolato)! Così direbbe il mio conoscente di cui ho dimenticato il nome (così siamo pari). Ebbene, Redknife, se apri un cine d’essai nell’altro mondo (in questo, ormai non c’è mercato) non invitarmici. Lynch mi chiude lo stomaco. Di Weir ho già detto, mentre S. Leone è infilato in fondo per imbonire la nostra redazione. Ma noi siamo incorruttibili.

  26. Ah, mea culpa avevo letto “i migliori film” e pensavo che il gioco consistesse nello sboroneggiare enunciando i film che si reputa contengano un significato profondo, qualcosa che illumini e plachi un’anima tormentata tanto da poter sostituire efficacemente la mia ormai esaurita damigiana. Ma tant’è…
    Adoro farmi le seghe.

  27. Mi scuso per il prolungato silenzio, era una pausa di lavoro. Ora torniamo sereni al cazzeggio internautico stimolatoci da questa intramontabile rubrica. Caro Redknife, in queste lande bagnate da sudore domestico e fiumi di chinotto il significato di ‘migliore’ è quanto di più volatile si possa immaginare. Comunque, avvisami quando arriva la nuova damigiana – visti i tempi, stordirmi di vino potrebbe far bene anche a me.

    E veniamo all’ologramma digitale che si cela dietro (o sotto? o di lato?) la sigla ‘The Love Camel’. Innanzitutto, il nome. Il cammello dell’amore. E’ uno spam della nota marca di sigarette o la promozione di un nuovo serial di Porn-TV? Nel dubbio, occupiamoci dei film. Cioè, è un bel dire: occupiamoci dei film. Che razza di selezione ha infilato il nostro stallone del Sahara? Per gli amanti (oops) dei rebus la chiave di lettura sta al principio e alla fine. ‘Dude, Where is My Car?’ non è un film, bensì uno spot pubblicitario per farmaci contro la demenza giovanile nord-americana (bianca, automobilistica, macho-goliardica). E ‘Showgirls’? Beh, un regista che ha il cognome di un terzino fiammingo degli anni sessanta non porta bene, cinematograficamente parlando. Più di qualcuno lo ha incluso tra i peggiori film mai realizzati (la prossima rubrica?). La categoria B-Movies è qui sprecata, partiamo dal D-Movie e via scendendo. Però. Però la lista dell’amatore con gobba è insidiosa. Cosa avranno in comune Dressed to Kill, The Drifter e Salò di PPP? Sesso e paura? Più facile seguire un filo con The Party e le giovincelle di Rochefort. Siamo sul fronte della spensieratezza – commedia, ma che dico, musical! E poi i due film orientali. Lacrime di sentimento, amooooore quello veeeero, che ti fa piangereeee. Insomma, c’è un po’ di tutto in questa lista multimulti. La chiave di volta è Jodorowski. Quel film ho provato a vederlo in gioventù. Ho perso i sensi dopo 30 minuti. Non mi sono addormentato, sono stato stordito dal vicino che è crollato su di me in preda a un delirio lisergico. C’è una ragione per cui Jodorowski ha smesso con il cinema. E non c’entra la crisi creativa. Glielo hanno vietato quelli dell’OMS! In conclusione, la lista dell’ungulato superdotato è il prodotto di un ologramma, ergo è finta.

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