E’ cominciata l’avventura di Estrangeiros/Stranieri e già mi tremano i polsi a pensare di portare avanti il racconto per un anno. Come trovare la serenità per scrivere se sei preso dentro un vortice di pressioni calamitate dal binomio casa-lavoro e non riesci a guardare oltre pochi mesi? Gli stati d’animo convulsi possono essere uno stimolo creativo – stai male e scrivi, si pensa – ma in verità se non hai testa né tempo è ben difficile mettersi a scrivere. Comunque, per ora le cose non vanno male, nei prossimi mesi andrà peggio, ma si vedrà. Dopo “Patagonia controvento” (quinto libro in sei anni) mi ero detto che non sarei riuscito a scrivere qualcosa – un libro – destinato alla pubblicazione almeno per tre, cinque anni. Questa idea bizzarra e simpatica arrivata dal Brasile mi ha tuttavia ridato dell’entusiasmo, degli stimoli, una nuova curiosità. Speriamo sia un seme fruttifero. Mi piacerebbe sentire qualche commento su quello che è apparso e su quello che apparirà nel sito del progetto.

 

 

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