Sheldon Brown, un ricordo

Per qualsiasi appassionato di bicicletta che cerchi delle informazioni sul web è difficile non imbattersi nell’enciclopedico sito di Sheldon Brown (www.sheldonbrown.com). A me successe nel 2002, quando cercavo di immaginare/programmare il mio viaggio in Patagonia. Ero un totale neofita e mi ponevo domande banali che facevano sorridere i ciclisti nostrani. Leggere l’incredibile mole di informazioni raccolte da questo signore di Boston, Massachusetts, scritte con accuratezza, semplicità e simpatia mi fece stare bene, fu come trovare un consigliere amico. Ecco qualcuno che non vive la bici come competizione, moda, corsa al modello esclusivo da mostrare agli amici, o come mezzo per imprese da superominidi, pensai. Quando pubblicai il libro “Patagonia controvento” ovviamente lo citai. La notizia della sua morte mi ha colpito improvvisa. Sheldon Brown è deceduto il 3 febbraio per un infarto nella sua città natia, aveva 64 anni. Causa le condizioni di salute da alcuni mesi non saliva più in bici e con la consueta ironia si era rinominato “quello a cui fa male scendere a ruota libera” (Sheldon “coasting is bad for you” Brown). Grazie al web la sua passione per la bici potrà continuare a “contaminare” altre persone in giro per il mondo.

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