Mestieri di una volta: il libraio

Qualche anno fa, devono essere otto o nove ormai!, il direttore del giornale per cui lavoravo mi chiese di fare una serie di interviste a librai del territorio. L’idea era bella ma non tutti i librai la condivisero. Ricordo una libreria storica di Udine il cui titolare mi ricevette in uno sgabuzzino senza sedie né tavolo. Dopo alcune insistenze da parte mia aveva accettato di farsi intervistare, ma solo in orario di apertura. Per non intralciare il lavoro delle commesse finimmo nello sgabuzzino, che in realtà era un corridoio lungo circa tre metri e largo meno di uno, con da un lato degli scaffali zeppi di libri fin sotto il soffito e dall’altro un muro nudo e scuro. Il librario, che ricordo avere la stazza di un giocatore di rugby, si piazzò in fondo, con la schiena appoggiata alla parete, io di fronte a lui col registratore e il block notes in mano. La sua figura mi sovrastava come una pala d’altare e le domande mi uscivano fuori inceppate. Non fu la migliore intervista della mia vita. Però mi aiutò a capire qualcosa di più del carattere dei friulani, o almeno di un particolare libraio autoctono.

Questo aneddoto mi è tornato in mente leggendo l’intervista che Giulio Mozzi ha realizzato con il direttore della libreria Feltrinelli di Padova, una delle librerie più grandi d’Italia (600 metri quadri!). La trovate qui e merita una lettura perché ci rende partecipi dei cambiamenti di una città visti attraverso gli occhi di un “operatore culturale” che io considero ancora imprescindibile, il libraio appunto. Purtroppo le cose cambiano, e anche nel settore dei libri il centro commerciale incombe come un’incudine sulla testa di noi tutti. Sono sempre di meno le librerie che funzionano da librerie, con una persona disponibile a segnalare libri, invitare alla lettura e soprattutto scegliere con la sua testa cosa offrire. Con la mole di volumi che si pubblicano ai nostri giorni un tale lavoro si è fatto di certo più difficile ma proprio per questo ancor più necessario. Pochi giorni fa è stata chiusa Equilibri, una piccola libreria di Gorizia che quest’anno avrebbe compiuto dieci anni di vita e che aveva avviato un bel lavoro culturale. Non conosco le ragioni della chiusura, ma posso immaginarle. Faccio un augurio sincero a Giovanni per le nuove intraprese.

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2 thoughts on “Mestieri di una volta: il libraio

  1. La figura del libraio per chi ama i libri è imprescindibile. Per quanto utili risultino le grandi librerie (Feltrinelli, Mondadori), un lettore curioso alla ricerca di libri non facilmente reperibili sul mercato può rivolgersi unicamente al libraio, senza dover essere guardato come un alieno o un rompiscatole. L’anno scorso cercavo “Gli anni della nostalgia” di K. Oe, esaurito e non in ristampa, che ho trovato grazie ad un contatto (un rappresentante) del mio libraio di fiducia, il contatto aveva conservato per sé due copie del libro.

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