Il festival del barbeque

Io voglio capire. Voglio capire chi sono le persone che organizzano il campionato mondiale di barbeque. Chi sono, ma soprattutto, perché lo fanno? Esiste un’associazione mondiale di appassionati della griglia che conta membri in una ventina di paesi. L’ho scoperto nella lavanderia automatica, dove ho trovato un volantino che pubblicizzava un incontro di alto livello: quattordici squadre di grillatori a contendendersi il titolo di campione tedesco. Ho segnato la data sul calendario, ho coltivato la mia curiosità per una settimana, alfine la fatidica giornata è arrivata. Circa sette chilometri in bicicletta per arrivare da Friedrichshain nella zona della metallissima Stazione centrale. Proprio di fronte alla Hauptbahnof, sul lato opposto della Sprea, c’è la cosidetta spiaggia della stampa tedesca, Bundespressestrand, praticamente un campetto coperto di sabbia importata da chissàdove. Ci sono degli sdrai, dei chioschi, un’atmosfera da spiaggia di plastica che forse piace ai giornalisti più che agli altri, chissà. E’ qui che si tiene la BerlinBBQ 2008, il Berlin Barbeque 2008.

Anche non sapendo dove si svolge la manifestazione, l’odore di carne arrostita attanaglia le narici varie centinaia di metri attorno al luogo dell’evento. Parcheggio la bici e mi introduco nel festival dei carnivori. Cosa mi può dire sui tempi che viviamo una cosa come questa? Cercare spiegazioni nelle espressioni apparentemente marginali dell’uomo moderno è la mia piccola personale missione nel tempo libero. E’ lì, nelle periferie dell’umana insanità, che si annida limpido e chiaro il senso delle cose, cioè il nonsenso in cui siamo immersi. Il programma indicato sull’invito segnala nel pomeriggio l’esibizione di una “star”, un grillatore di fama che pubblica libri e pubblicizza coltelli. E’ un tipo massiccio – ovviamente – con in testa un cappellino con frontino, lo stesso che indossa nel cartellone pubblicitario che campeggia all’ingresso. E’ pelato, rasato e luccicante, probabilmente per effetto dei fumi che salgono dalla griglia, fumi bollenti che fanno sudare. Dal microfono che tiene addosso a mo’ di cuffia incita il pubblico al consumo dei “manicaretti” appena smistati dalle mani dei suoi aiutanti. Spiedini. Pezzi ci carne bruciacchiata. Aromi unti indistinti. Cosa direbbe Jeremy Rifkin di fronte a questa crapula in stile vichingo chic? Alcuni anni fa ha pubblicato un libro sui disastri provocati al pianeta dalla dieta ipercarnivora del mondo ricco (Ecocidio. Ascesa e caduta delle cultura della carne). Foreste distrutte per fare campi per coltivare cereali per allevare mucche per farne bistecche. Troppe bistecche. Se quei cereali venissero destinati a fini alimentari tutti ne avrebbero dei benefici. Ci sarebbe più cibo per sfamare le popolazioni in difficoltà. Si ridurrebbe l’incidenza dei tumori provocati dal consumo di carne. Meno tossine in circolo, meno problemi. Non è uno scherzo, ma gli amici del barbeque forse non lo sanno. E’ per questo che sono venuto, per informarli dei danni che provocano al pianeta, quindi anche a me.

Mentre attendo il mio momento, perlustro la zona. Le “squadre” di grillatori sono all’opera in stand come quelli delle fiere, solo più piccoli. Hanno divise e cappellini. Al 98 per cento sono uomini. I maschi amano la carne. La griglia è una cosa da maschi. I maschi hanno pance impressionanti. Allo stand della squadra della bassa sassonia si trova la pancia più grande di tutte, è così grande che potrebbe essere utilizzata come scivolo per un bambino in età di asilo. Una pancia immensa, con annesso un uomo. O meglio una testa e due braccia attaccate alle estremità della pancia. I componenti della giuria li si riconosce dal cartellino “Giuria” che portano appeso al collo. Girano i vari stand, si rimpinzano, poi prendono appunti. Alla fine della giornata verrà incoronato un vincitore. E il pubblico? Il pubblico è composto da affamati di tutte le età, che spiluccando tra i vassoi possono riempirsi la pancia. Una signora si avvicina al grill da poco abbandonato dal Ronaldhino del barbeque con in mano un tapperware portato da casa. L’addetto svuota gli avanzi nella vaschetta, sorride simpatetico, la donna, tra 65 e i 70 anni, ricambia il sorriso, quindi raggiunge un ometto in camicia a fiori e pancia da dilettante della griglia e insieme consumano gli avanzi della festa.

Tra gli stand c’è quello degli “Amici del bratwurst della Turingia”. Indossano costumi para-medievali e distribuiscono volantini che pubblicizzano l’apertura del “Museo del bratwurst”. E’ tutto vero, non è uno scherzo. Cosa esporranno al museo? Poco più in là lo stand di una ditta che produce griglie. Lo slogan è chiarissimo, e spiega un mondo: “Il grill è il passato. Il presente è il barbeque”. Sotto, una postilla in inglese che incarna il messaggio commerciale e non solo quello: “America outdoor living”. Ma non è finita. Chi ha celebrato il declino culturale dell’impero è meglio riponga coriandoli e festoni, il peggio deve ancora venire. C’è una ditta che vende la “casa americana”. “Leben und wohnen in amerikanischen Stil!”, vivere e abitare nello stile americano. Che paura. Mobili e corredi rielaborati da tradizioni inventate, re-inventate, re-re-inventate. Appendini con i colori della bandiera, stelle e strisce bianco blu rosso. Cuscini tenerezza e conformismo e ovviamente il meglio per il barbeque. In copertina al manifesto pubblicitario la casettona in legno uguale identitica a quella de “La casa nella prateria”.

C’è un maiale che giace su di un tavolo. E’ morto. In coda al suo capezzale una decina di persone con forchette e piattini, qualcuno senza piattino e nemmeno forchetta, all’assalto con le nude mani. Un signore di mezza età (quindi più o meno la mia) nella foga di raggiungere lo sdraio perde un pezzo di carne, che finisce nella sabbia. La moglie lo avvisa e lui alza la testa, come a dire che importa, ce n’è in abbondanza. Una ragazzotta vestita come la moglie di Jorg Haider si fa fotografare con la star del grill. Lui ride pacioso e butta l’occhio nella scollatura della donzella. Ah, la carne. Caracollo stordito fino allo spiazzo dove è prevista l’esibizione di un gruppo di danza. Danza? In prima fila c’è la tipa che si è fatta fotografare con il re della griglia. I suoi compari sono vestiti come lei, o peggio. E’ un gruppo di “ballo country”. Non pensavo fosse possibile, ma nei momenti di grave crisi anche l’impossibile si fa possibile. Ballo country?! Il gruppo è composto da 14 persone, dieci donne e quattro uomini. Solo 4 indossano stivaletti stile tex willer, gli altri portano scarpe di gomma più adatte al ballo. Ballo? E’ come chiamare “melodia” il rutto di un vecchio cirrotico. Piroettano stancamente al ritmo di una canzone che inneggia a libertà, motorismo e porto d’armi per tutti. E la mia missione? Ero venuto con una missione in mente. Mi manca l’aria. Dovrei saltare in mezzo alla pedana, interrompere l’esibizione dei matti senza la patente (ma perché i matti patentati vengono perseguiti e reclusi e quelli senza patente possono circolare liberamente?), e arringare i presenti. Pochi minuti per lanciare il messaggio. Leggete Ecocidio! Smettetela di farvi/ci del male! Organizzate un festival di mangiatori di torte, vi verrà il diabete ma almeno le foreste saranno salve! Fate un giro in bicicletta! E invece niente, rimango ammutolito e confuso. Il ballo country. Tutta colpa del ballo country. Se non ci fosse stato il ballo country avrei continuato a credere possibile la mia missione, anche se disperata, ma quel che è troppo è troppo. Tra i fumi di griglia e sigari digestivi intravedo la mia bici. E’ finita. Addio.

Annunci

One thought on “Il festival del barbeque

  1. hai mai visto una lumaca mangiarsi un fiore? Sarebbe un simbolo per l’ingordo. Vedi la bocca larga come il collo-muscolo della lumaca pieno di un fiore che lentamente lo tira dentro- Altra espressione non c’é, ne occhi, ne imbarazzo davanti ad un possibile spettatore, solo salsicce, arrosti , maijale morten,kaputt, in forma di un fiore. Iiiih!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...