La lavatrice

La lavatrice è un elettrodomestico internazionale ma purtroppo non sembrano esserci delle regole internazionali per utilizzarla. Mi spiego. Io sapevo che la Regola Numero Uno prima di infilare gli abiti nel cestello è verificare che le tasche siano vuote. Certo, può capitare che un microscopico centesimo di euro rimanga incastrato nel tessuto di una camicia, oppure che una banconota si sia adattata alle pieghe dei jeans al punto da non farsi trovare al tatto delle dita. Però un tappo di bottiglia che fuoriesce come un naufrago stordito dall’oblò della lavatrice supera, francamente, ogni immaginazione. Ok, si tratta del tappo di una bottigilia di birra e siamo a Berlino-Germania. Però.

Il palazzo dove viviamo pro tempore è gestito da una cooperativa formata dai residenti. E’ una pratica diffusa nella parte est di Berlino. Dopo la caduta del muro il Senato della città (il parlamento metropolitano con poteri speciali) predispose dei fondi per gli inquilini che si univano in cooperativa e decidevano di ristrutturare gli edifici in cui abitavano. Il Senato metteva l’85% dei costi di costruzione e gli inquilini il resto. Alla fine della partita gli inquilini potevano avere gli appartamenti vita natural durante a un affitto basso. Dopo venti anni ne divenivano usufruttuari fino al congedo da questo mondo.

In un palazzo-cooperativa molte cose sono in comune. Nel senso che certi beni che di solito fanno parte del corredo casalingo di una abitazione possono essere condivisi tra più persone o famiglie. Nel nostro caso vi sono una decina di lavatrici per circa 25 appartamenti. Le lavatrici trovano posto in una lavanderia sotterranea, accanto alle cantine e al deposito delle biciclette. Non so se alcuni tengano la lavatrice in casa, ma credo di sì, comunque il nostro locatore condivide la lavatrice con la sua ex, che abita in un appartamento insieme alla figlia, che non sono sicuro sia del nostro locatore, ma questa è un’altra storia. L’utilizzo condiviso della lavatrice deve tenere conto delle abitudini del primo arrivato, così si deve sapere in che giorni plausibilmente l’altro inquilino usa la lavatrice e poi adattarsi. Capito questo, il resto va da sé. Fino a qui tutto ok, ma come intendersi sulla minima manutenzione dell’elettodomestico? Buona educazione vorrebbe che chi lo utilizza lo lasci pulito e possibilmente libero da oggetti. Invece. Nel nostro caso oltre al tappo di bottiglia, un evento fino ad ora isolato, il cestello è di solito animato da numerosi resti di noci indiane utilizzate al posto del detersivo (è una buona idea ecologica, però qualcuno dovrebbe spiegare ai bio-tedeschi che le finestre aperte d’inverno con il riscaldamento a palla guastano mille di questi volenterosi sforzi per il salvataggio del pianeta). Comunque, per consolarsi, in una delle lavatrici vicine, quella sulla sinistra, l’altro giorno abbiamo visto navigare un assorbente interno per signora. Sì, era ancora chiuso, però…

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