Chi di hamburger ferisce…

Sul primo (e unico) settimanale multiculturale irlandese, Metro Eireann, leggo un’intervista con un imprenditore di origine iraniana, arricchitosi grazie alla gestione in franchising di alcuni MacDonald’s a Dublino. Qui andrebbe aperta una parentesi sui temi della comunicazione da/per gli immigrati nei diversi paesi: in Italia, in Germania e altrove, quando si scrive o parla di immigrazione è quasi blasfemo dire che molti ‘immigrati’ hanno come principale interesse quello di fare soldi, di arricchirsi sfruttando le opportunità che il capitale illusivamente offre. Di solito i temi – in positivo – riguardano la bellezza della ‘multiculturalità’, la valorizzazione delle ‘diversità’, il pluralismo religioso. In negativo, ci sono i fatti di cronaca, manipolati a piacimento (del padrone della testata). Dei soldi si parla poco. Nella piccola Irlanda del capitalismo spiccio l’attitudine dei media specializzati è diversa. Lascio la parentesi ad un’altra occasione e vengo al punto. L’imprenditore sfoggia gongolante dei dati che dicono molto sulla cultura alimentare – e non solo – del paese: “MacDonald’s serve ogni giorno in Irlanda più di 150.000 persone”. L’Irlanda (la Repubblica d’Irlanda) ha circa 4.400.00 di abitanti, quindi si può dire che circa il 3.5 per cento della popolazione mangia quotidianamente nella più grande fabbrica di obesità al mondo.

Prendiamo per probabile che l’imprenditore abbia – come è frequente nel business – gonfiato le cifre, e mettiamo anche che alla popolazione censita vada aggiunta una cifra non calcolabile di turisti, studenti stranieri e persone a vario titolo presenti sul territorio che comunque rientrano tra i clienti di MacDonalds. Pur tenendo presenti queste variabili, il dato rimane impressionante. A distanza di pochi giorni mi cade l’occhio su di un articolo dell’Irish Times intitolato “Obesità, attenzione alta”. Citando l’ultimo Rapporto sulle abitudini alimentari della popolazione irlandese si dice che due terzi degli irlandesi sono sovrappeso, mentre il 23 per cento è obeso. Basta girare per le strade per avere conferma diretta di queste percentuali. Tutto questo mi è tornato in mente alcune sere fa conversando con la nostra compagna di casa, una ragazza laureata che lavora come assistente di un deputato. Vedendoci cucinare ha commentato: “Io in cucina non so fare niente!”.  Per noi è una fortuna, perché vuol dire che la cucina è sempre libera, ma questa uscita – rappresentativa della giovine Irlanda, grande frequentatrice di fast food – mi ha offerto altri spunti di riflessione su questo singolare paese che nel bel mezzo della recessione si trova ad affrontare anche un poco divertente scandalo per la carne di maiale tossica.

Annunci

One thought on “Chi di hamburger ferisce…

  1. Effettivamente sono tremendi in quanto alimentazione!! Ciao Max e complimenti per il blog! Io vivo a Cork e ti ho scoperto tramite i tag…ho taggato il mio post con Irlanda e cliccandoci voila’! 🙂 Sto tenendo un podcast (Rock House) piu’ o meni bisettimanale e tra i vari argomenti trattati…c’e’ l’Irlanda…anche un po’ per sfatare l’immagina dell’isola tutta folletti e guiness…

    A presto,

    Julien
    Rock House Podcast

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...