Bluff

Il mio amico G. dice che non c’è via d’uscita. Al giorno d’oggi la gente ti rispetta se hai  la faccia di bronzo (o di c….). Più balle racconti, e meglio le sai raccontare, e meglio sarai ricevuto dalla società. Vivere di bluff. Ok, leggendo questo i più visualizzerano il padre della presidentessa della Mondadori e del presidente di Mediaset e diranno: ‘hai scoperto l’acqua calda’. Non è (proprio) così. E’ una tendenza diffusa, che prescinde  dagli orientamenti politici, religiosi, ideologici o sessuali. La gente ti rispetta per quello che sai mostrare, a nessuno importa quello che sei veramente o quello che sai fare.

Le parole di G., disoccupato dopo una vita da operaio, mi risuonano spesso in mente, a qualsiasi latitudine mi trovi. G. è una persona generosa, semplicemente umana. Mi chiedo – e questo blog era nato per questo – se negli anni del post-tutto è possibile vivere rispettando la verità senza morir di fame? Chiedendomi questo mi guardo indietro e mi pare di vedere un panorama meno fosco, ma probabilmente allora – venti anni fa più o meno – avevo un altro paio d’occhiali oppure il cielo aveva un tipo di foschia che non sapevo distinguere.

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One thought on “Bluff

  1. In vent’anni capita di cambiare occhiali e sicuramente la foschia di un tempo era meno densa…ogni tanto se non altro si diradava un pò e qualche raggio di sole riusciva a filtrare…oggi è proprio difficile trovarla la linea che separa la terra dal cielo…tutto si confonde e si annulla nella nebbia…

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