Attenti all’autobus!

Una delle prime cose che mi hanno colpito di Dublino è la dimensione delle corsie ciclabili. Forse che i ciclisti cittadini sono tutti filiformi individui senza borse a tracolla?, mi sono chiesto. Oppure si tratta di corsie esclusive per l’infanzia e la prima adolescenza? Ma va, ribatte il buonsensista che aleggia (conflittualmente) anche in me: le strade sono strette e le corsie si adeguano alla situazione. E poi, meglio corsie strette che niente corsie, no? Capisco. Però. Però c’è una cosa che anche il buonsensista non può controbattere. Le corsie ciclabili sono molto spesso occupate da auto e furgoni in sosta! Per averne conferma basta dare un’occhiata alla foto scattata dal fotoreporter che è in me (hey, siamo una piccola squadra qua dentro, litigiosa ma pur sempre una squadra) il giorno di Natale. Eh vabbé, il giorno di Natale, ribatte il buonsensista, cosa vuoi pretendere? Lo sai che gli irlandesi sono gente rilassata e durante le feste se la prendono comoda. Eh no, insisto, Natale sarà un giorno speciale ma la situazione si ripete in misure diverse anche gli altri giorni dell’anno. Ho dei testimoni che possono confermarlo.

Lasciamo il me-buonsensista e il me-rompipalle (coadidiuvato dal me-fotoreporter) alla loro discussione e veniamo al punto: come si presenta Dublino al ciclocittadino straniero? Va detto che arrivando da Berlino mi ero abituato abbastanza bene, però lo schock è stato comunque forte. Prima di tutto, e qui chiedo la massima comprensione al lettore, va detto che la gente si muove in senso contrario. Le auto, gli autobus, e perfino le biciclette e i pedoni, procedono sulla sinistra invece che sulla destra! Come potrò abituarmi a questo? Uno degli altri me (l’appassionato di statistiche stradali) mi ha fatto presente che questa è la prassi in quasi tutti i luoghi un tempo colonizzati dalla Corona Britannica e perfino in Giappone. Niente di strano, quindi. Però farci l’abitudine sarà difficile, almeno per il me che attualmente è al governo dei tanti me. A questo si aggiunge una considerazione che si raccoglie sovente conversando con la gente: andare in bici a Dublino può essere rischioso. Di solito quelli che lo dicono non vanno in bici, ma capita spesso di vedere autobus e auto sfiorare i ciclisti come fossero componenti mobili dei marciapiedi.

Pur di fronte a questi problemi il numero delle persone che utilizzano la bicicletta a Dublino è (fortunatamente) in crescendo. Lo dicono quelli di Dublin Cycle Campaign, la principale associazione per la promozione dell’uso della bici. Attualmente circa il quattro per cento degli spostamenti quotidiani avviene in bici (una delle percentuali più basse tra le capitali europee) e l’obiettivo del Governo è arrivare al 10 per cento entro il 2020. Per non dire che nelle alte sfere sono insensibili alla questione, soprattutto in tempi di dolorosa recessione, va ricordato che recentemente è stata approvata una legge che finanzia l’acquisto di biciclette, eliminando il costo delle tasse (che può incidere fino al 20 per cento del prezzo finale). Potrebbe essere la volta buona che cambio bici anche io, ma temo sia una legge riservata ai cittadini irlandesi. Mi informerò. Intanto a gennaio porterò su la mia vecchia Marin.

Questo articolo è stato scritto per Ilikebike.org (cliccate sulla link per arrivarci direttamente)

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