Il nonno di Heidi contro Remi

E’ passato un be po’ di tempo dall’ultima volta che ho raccolto il meglio dei termini di ricerca che hanno portato a questo blog. E’ che quando lo faccio si rafforzano i miei dubbi sul senso di avere un blog. Uno riflette e scrive e poi c’è qualcuno che finisce per leggerlo solo perché il suo indirizzo è finito misteriosamente nella lista fornita da google alla voce “tettone venezuelane”. Ok. Spazio al buonumore. Difficile attribuire la palma del migliore, ma mi suscita immediata simpatia quello che vuole sapere come vestirsi per il barbecue…e spera di avere aiuto dal gestore di questo piccolo cortile digitale.

lista film automobilistici
5 m di velo
fare la pipi in piedi per le donne
morrissey è sposato?
uomo bello cubano in friuli cerco
tette da sbattere in faccia
temi scritti da bambini sul carnevale
aprire un pub in venezuela
ciclista caduto
mestieri di una volta
come vestirsi per il barbecue
combattere il freddo a berlino
buongiorno in venezuela
nazi skins udine
lig britof
tettone venezuelane
in svezia i gay stanno ben
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Mario Balotelli è un calciatore italiano

Circa un anno fa avevo pubblicato un post dedicato a un giovane calciatore a quel tempo a me sconosciuto, Mario Balotelli. Da allora un discreto numero di persone è capitato in questo blog cercando informazioni su di lui. I più hanno inserito su google o altri motori di ricerca queste domande: “Balotelli è italiano?”, “Balotelli non è italiano?”, “Balotelli italiano”. La questione, insomma, è tutta qui: può un calciatore nero essere italiano? Il suo caso crea distonia nelle menti di molti tifosi di calcio, abituati a messaggi semplici e ripetitivi come i cori che si urlano negli stadi. Il fatto che questo ragazzo abbia un talento fuori dal comune, un carattere orgoglioso e giochi per una squadra importante fa il resto. Scatta l’insulto razzista. “Negro di merda” gli hanno urlato domenica scorsa a Torino i tifosi della Juventus. Testimoni affermano che si trattava di varie migliaia di persone, non di piccoli gruppi di facinorosi. Leggendo i commenti successivi al fatto c’è da rimanere basiti. Anche chi ne ha denunciato la gravità, non ha potuto fare a meno di sottolineare il difetto del ragazzo: il suo carattere. “Ha atteggiamenti da bullo, non rispetta nessuno (cosa che piace a Mourinho, ma dovrebbe preoccuparlo), deve imparare a muoversi da professionista e a non sprecare il suo talento. Siamo in tanti a sperare che chi gli è più vicino (la famiglia, qualche compagno di squadra anziano) gli faccia capire cose giuste, atteggiamenti più sereni”. Così ha scritto Gianni Mura su Repubblica.

Mi chiedo: Mura si è chiesto cosa può vuol dire essere nero – e italiano – in un paese dove due uomini, padre e figlio, uccidono a bastonate un ragazzo nero urlandogli cose irripetibili legate al colore della sua pelle e non viene loro nemmeno riconosciuto il movente razzista? E’ possibile che un giovane poco più che adolescente rimanga insensibile a quanto succede attorno a lui? Nelle interviste Balotelli appare un ragazzo molto più maturo della maggioranza dei suo coetanei. Tutto sembra meno che un bullo. Invece di dare giudizi chiamando in causa la famiglia, che suona oltremodo offensivo sia per Balotelli sia per i suoi famigliari, forse i commentatori potrebbero interrogarsi sul problema razzismo. Il calcio non è che un grande teatro pubblico che mette in evidenza gli umori della società. E’ un evento sociale, prima che sportivo. Gli atteggiamenti da “bullo” vengono sanzionati dall’arbitro se sconfinano nel fallo o nell’irregolarità di gioco, ma chi sanziona coloro che urlano insulti razzisti all’indirizzo dei giocatori?  Nessuno. E’ una colpa di tutti, quindi di nessuno.

Recentemente, nella Premier League (dove il problema esiste da tempo e sono stati presi dei provvedimenti), undici tifosi del Tottenham sono stati portati in tribunale e condannati per aver insultato Sol Campbell, giocatore nero del Portsmouth. La polizia li ha identificati grazie alle telecamere e ne ha diffuso le foto su internet per definirne le identità. Alcuni commentatori hanno messo in luce che i tifosi ce l’avevano con lui non per il colore della pelle, ma per il fatto che in passato aveva lasciato il Tottenham per passare all’Arsenal, club rivale della capitale. E’ un po’ quello che pensa anche l’ingiudicabile ct della nazionale italiana, Marcello Lippi. Rispetto al caso Balotelli ha detto:  “Non credo che ci sia una volontà razzista da parte di chi fa quei cori, ma piuttosto una volontà di offendere qualcuno per vari motivi che si vengono a creare nel contesto della partita”. Meno male che i giudici inglesi hanno più chiaro di Lippi (e Mura) il significato dell’insulto razzista.

 

Patagonia controvento sul sito del Corriere

Piacevoli imprevisti. Patagonia controvento trova spazio tra i “classici” del viaggio patagonico. Succede nelle pagine online del Corriere della Sera. Il blog “Viaggi di carta”, curato da Gianfranco Raffaelli, ospita una rassegna di libri di viaggio sulla Patagonia. I primi titoli segnalati sono i seguenti: In Patagonia, di Bruce Chatwin; L’ultimo treno della Patagonia, di Paul Theroux; Patagonia express, di Luis Sepulveda; Patagonia controvento, di Max Mauro; Ultimo parallelo, di Filippo Tuena. Per arrivare direttamente alla pagina basta cliccare QUI.

Nota ai commentatori en passant

Non mi piace l’anonimato utilizzato da molti in rete per esprimere le opinioni più diverse. Ho rimosso due commenti al post precedente perché apertamente razzisti e scritti da un anonimo. Dal mio punto di vista, uno può giocare a fare l’anonimo ma dovrebbe rendersi conto che quello che dice non può essere accolto come un contributo a un “dibattito”. In ogni caso, è un comportamento da vigliacchi. Ho ospitato e ospiterò commenti anonimi se li riterrò non offensivi verso alcuno. Non accoglierò mai commenti razzisti, fascisti e omofobi. 

Cento, mille Pierre Falk

Non credo negli eroi, quelli noti sono quasi tutti frutto di perizia agiografica al servizio dei miti nazionali, e da morti fanno molti danni. Però ci sono persone che si stagliano fra le altre per comportamenti straordinari, straordinariamenti positivi. E ci sono persone che la storia ufficiale non trasformerà mai in eroi ma che con le loro azioni si guadagnano il rispetto e l’ammirazione di molti. Pierre Falk è uno di questi. Da quanto si può leggere sul sito del Daily Mail, Pierre Falk da sei anni aiuta disinteressatamente i disperati che arrivano a Calais con l’intenzione di raggiungere la Gran Bretagna ma si trovano bloccati dal muro di controlli e leggi anti-umane. “La mia piccola casa (“This House is your Home”) è un tempo di pausa e riposo dove sono possibili delle cose ELEMENTARI e VITALI: sedersi a un tavolo per mangiare; dormire, lavarsi, andare al bagno; essere protetti dalla pioggia, dal freddo, dall’angoscia; guardare un mappamondo, scambiare delle informazioni (…)”, così spiega in un articolo pubblicato sul sito www.millebabords.org. Ora che la sua storia è diventata pubblica probabilmente Pierre verrà perseguito dalla legge, portato in un tribunale e condannato come un criminale. Ma per me rimane una bella persona. Gli eroi li lasciamo volentieri ai libri di scuola e ai musei.  

 

 

Ma Erdogan parla italiano?

Silvio Berlusconi scende dall’auto col telefono cellulare attaccato all’orecchio. Angela Merkel, primo ministro della Germania che fa gli onori di casa all’incontro dei paesi Nato, lo attende sul tappeto rosso. Lo saluta con lo sguardo ma lui fa cenno che è impegnato al telefono, e si allontana. I minuti passano, la telefonata non finisce, Merkel riceve tutti gli ospiti meno uno, il rappresentante italiano. Più tardi l’uomo che inventò la frittella con il buco dipinto sopra dichiarerà che era al telefono con il primo ministro Erdogan, impegnato in una delicata mediazione politica. Nel filmato reperibile sul sito della BBC si ascolta distintamente Berlusconi dire “rapporti”, quindi si evince che la telefonata si è svolta in italiano. Erdogan parla italiano? Oppure c’è un traduttore disponibile a tutte le ore per conversare con qualsiasi leader politico Berlusconi voglia? E chi è questo traduttore? E’ assunto a tempo pieno presso la presidenza del consiglio? E ancora, che amicizia sarebbe quella che si svolge attraverso la mediazione di un traduttore, perdipiù via telefono?