Il viaggiatore (auto)critico

‘C’è una disperazione commovente nei tentativi dei turisti di professione, degli antropologi ben finanziati e dei viaggiatori che scrivono di distinguersi dalle masse viaggianti e dai comuni avventurieri. L’atteggiamento più tipico del turista è di il desiderio di evitare i turisti e i posti in cui si raccolgono. Ma ciò non fa che confermare il fatto che il viaggio non è più un mezzo che permette di distinguersi. E’ un modo di raggiungere una norma, l’identità comune a tutti noi (?):  quella dell’estraneo’. 

Eric J. Leed,  La mente del viaggiatore

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