Ciaofurbo, 20 anni dopo

In copertina c’era un coniglio che montava un gallo. Un foto-montaggio ben riuscito, fatto con carta e colla, ai tempi in cui i computer erano merce rara e ai più irraggiungibile. La copertina era quella del numero zero di Ciaofurbo, pubblicato in quel di Padova nel settembre 1989. La data precisa me l’ero scordata, la copertina no. A rinnovare il ricordo ci ha pensato Ciro Garuti, uno dei quattro ‘fattori’ della fanzine (gli altri erano Mauro ‘Paranko’ Padoan, Giorgio ‘Pg’ Masili e io), che qualche settimana fa che in quel di Ferrara mi ha consegnato una ristampa fatta per celebrare il ventennale.

Fanzine. Quanti ventenni di oggi conosco il senso di questa parola? A chi viene oggi in mente di mettersi a scrivere, stampare e fotocopiare quando c’è internet, i blog, youtube, twitter e l’onnivoro facebook? La mia generazione oltre al Muro ha visto crollare altri colossi dell’immaginario contemporaneo: la macchina da scrivere è uno di questi. Si scriveva sulla macchina da scrivere o a mano direttamente sulla pagina e poi via di fotocopie. La grafica era un gioco da bambini nel vero senso della parola, perché non c’erano regole se non quelle dell’ispirazione momentanea. Il risultato? Tra il delirante e l’ascetico. I contenuti di quel primo numero di Ciaofurbo erano ben seri, tuttavia.

Oddio, non tutti, andiamo, con un titolo così chi si può prendere completamente sul serio? Un dotto articolo sulla letteratura Cyberpunk, con tanto di bibliografia selezionata, apriva le danze. Un’intervista a nientepopodimeno che Vittore Baroni, attivista undergroud, critico musicale, artista postale, un riferimento per tutti noi. Un racconto del visionario Masili, intitolato ‘Colomba con messaggio’. Uno scritto un po’ misticheggiante del sottoscritto attorno ai testi dei Fugazi. Un test di personalità per i lettori, con domande del tipo: Tuo padre é: 1) un dark; 2) un punk; 3) uno skin. Oppure: Da bambino: 1) aspettavo di diventare grande; 2) giocavo; 3) fregavo i bambini scemi. Il numero zero si chiudeva con l’editoriale, programmatico come si conviene. ‘Amici astuti, I nostri neuroni ci hanno sedotto, ma non ancora abbandonato sennò avremmo fatto qualcosa di meglio. Noi vorremmo informarvi circa la vostra noia, questo perché la nostra la conosciamo già da tempo’. E ancora: ‘Se non l’avete ancora capito, noi siamo un mezzo d’informazone (beh, diciamo 3/4 va là). Per il restante quarto andate da chi sapete’. In basso una foto sgranatissima dei quattro, seduti sul mio primo letto da studente fuorisede, in vicolo Portello. In chiusura, una foto di Samuel Beckett, un vero figo, un testo degli Impatient Youth intitolato ‘Human Machine’ e una poesia assurda del sottoscritto.

I ricordi. Che strana materia, i ricordi.

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7 thoughts on “Ciaofurbo, 20 anni dopo

  1. mandi max,

    o soi denel, panta, panigali, si insome chel di timisoara… la grafica di certe fanze secondo me era spettacolare, ricordo ancora alcuni numeri di nuova fahrenheit in cui in controluce (forse inconsciamente) si recuperavano in chiave minimalista suggestioni futuriste e dadaiste …Una produzione grafica notevole degli albori del punk udinese che sparse un po’ di “scandalo ideologico” fu “La Voce del ribelle” sfornata dallla premiata ditta Ruggero e Snazzo – con una mia marginale collaborazione (siamo nel 1982?). Va beh ora i ricordi nella mia memoria sghemba si affastellano …buine gnot

  2. Daniele! Chi può scordare le tue molteplici scorribande nell’underground udinese? Una delle ultime incarnazioni, se non vado errato, si celava dietro la fanstamagorica sigla ‘Tami e Petrei’ – in coppia con l’indomito MToniutti – non per caso immagino sinonimo di tombini, l’accesso ufficiale al vero underground urbano…! Bello saperti connesso da quel di Timisoara. Le cose non vengono per caso. Ti ho pensato due gg fa. Ero seduto sul furgone diretto a un incontro di calcio, accanto a me un sedicenne di origine rumena, rifugiato con la famiglia nell’isola umida. Mi racconta di sé, gli chiedo da che parte della Romania proviene, mi dice un posto che non capisco, poi aggiunge: We are a gypsies, that’s what we are. Ciao.

  3. per il numero 3 di ciaofurbo avevo mandato a Giorgio delle poesie di un amico di mio fratello, Massimo Sannelli. qualche anno fa è uscita un antologia dei massimi poeti italani viventiin cui Sannelli è presente

  4. max scusa ma squatto una stanza di casa tua per una domanda a catrafuse: ma sei “quel” daniele che ho conosciuto io? ben prima degli inzirli, direi al tempo dei deto… ricordo un bel 4 novembre passato in variopinta e allegra compagnia dai carabinieri di mortegliano per un volantinaggio pacifista… ti mando ogni bene possibile. ciao.

  5. No, mi dispiace, non ho scansioni, ma prima o poi ci penserò (o magari ci pensa qlc dell’impresa ciaofurbo!), adesso non ho nemmeno uno scanner.

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