La B sopra B su carta e web

Credo che chiunque pubblichi libri abbia un rapporto conflittuale con le recensioni. Da un lato, conoscere un commento articolato su quanto hai scritto è utile per capire i limiti e gli eventuali punti di forza del tuo lavoro. Dall’altro lato, può capitare che le recensioni siano degli scritti copiaticci del comunicato stampa della casa editrice, o delle segnalazioni scritte al volo per riempire la pagina del giornale. C’è un’altra categoria di ‘recensioni’, a cui un libro come La bici sopra Berlino purtroppo si presta fin troppo facilmente: le citazioni en passant nell’ambito di un articolo ‘a tema’. Metti per esempio che una rivista voglia scrivere un articolo sulla cultura della bicicletta a Berlino. Cosa c’è di meglio che usare un libro come questo per compilare le cartelle richieste? Non serve dire che gran parte delle informazioni sono tratte dal libro, che perfino certe frasi sono citate senza virgolette, basta rendere noto che esiste un tale libro. L’autore dell’articolo ha pagato dazio, segnalando il libro, e non ha dovuto faticare molto a cercare altre informazioni. Peccato che il lettore (dell’articolo) non venga informato del giochetto.

La premessa era giustificata dalla recente attenzione ricevuta da La bici sopra Berlino su alcuni giornali e blog. Non dirò chi si è comportato come, lascio al lettore il gusto della scoperta (ma dai, non fare l’ipocrita! Chi ha letto l’articolo di Vanity Fair sa a cosa ti riferisci). Sintetiche segnalazioni sono apparse su La Gazzetta dello Sport, Repubblica, Gioia (o era Grazia?). Ne hanno parlato Vanity Fair, Carta e perfino il Giornale, inserendo il libro in una polemica con l’amministrazione comunale di Genova (l’articolo è uscito dopo la presentazione fatta in quella città alla presenza dell’assessore alla mobilità)! Terra (il primo quotidiano ecologista) e Vita Nuova (settimanale cattolico di Trieste) hanno pubblicato delle recensioni lusinghiere. Sul web, ho notizia degli articoli apparsi su www.agenziaradicale.com e nel blog della giornalista del Corriere del Veneto Sara D’Ascenzio. In ultimo un’anticipazione: una lunga recensione uscirà sul prossimo numero di A Rivista Anarchica.  

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