Patriottismo transculturale

Non canto l’inno di Mameli, provo sincera avversione per nazionalismi e patriottismi grandi e piccoli ma questa foto mi piace. E’ una confortevole rappresentazione dell’Italia di oggi, ecco. Da sinistra verso destra: Angelo Obinze Ogbonna, Mario Balotelli e Stefano Okaka in occasione della partita della nazionale italiana Under 21 contro l’Ungheria.

 

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4 thoughts on “Patriottismo transculturale

  1. Questo “troppo” mi inquieta un po’. Cosa vuol dire? Che ci sono troppi “neri” nella rappresentativa italiana Under 21? E chi decide cosa è italiano e cosa no? Forse è più italiano Kakà (cittadino italiano a ufo dal febbrario 2007) di un ragazzo nato e cresciuto in Italia ma con il colore della pelle un tantino più scuro? Mah. I paesi li fanno le persone e le storie. Persone e storie che sono in movimento, e lo sono sempre state. Il paese del Friuli dove ho passato buona parte dell’infanzia, Gradisca di Sedegliano, è stato ri-fondato da immigrati slavi fatti arrivare dai patriarchi di Aquileia dopo che una delle frequenti scorribande di qualche popolazione del nord aveva distrutto l’esistente. Eppure molti friulani considerano gli slavi parte di un altro mondo e non vogliono essere confusi. Sono assolutismi identitari senza senso. Proprio come quello che non accetta l’esistenza dei “neri italiani”.

  2. no, quel “troppo” vuol semplicemente dire che la realtà dei giovani italiani di colore (o con genitori immigrati in generale) è ben diversa dai sorrisi e dalla serenità che questi tre, tutto sommato fortunati, sembrano trasmettere.
    forse sarà anche sconfitto il “grande” razzismo (leggi razziali, discriminazioni di stato etc) ma quello “piccolo” (sfottò a scuola, prese in giro nei luoghi pubblici, occhiate storte) è vivo e vegeto, e forse impossibile da estirpare.

  3. A giudicare dalle leggi che si approvano o si cercano di approvare non credo che il razzismo “istituzionale” sia sconfitto, tutt’altro, ma concordo che quello “piccolo”, nel quotidiano, sia piu’ difficile da affrontare…o forse anche no. Gesti individuali e inattesi di pratica anti-discriminatoria e semplice umanita’ hanno un impatto molto forte sulle persone, protagonisti e spettatori. Interpretando in un senso il tuo commento mi sono fatto prendere la mano e ho sciorinato un sermone forse superluo.

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