Ritorni inattesi

Il declinare del ciclo vitale porta un rincorrersi di ritorni. Capitano cose che sembrano già accadute o semplicemente sembrano troppo simili ad altra già accadute, magari più di una volta, e uno si chiede: ma questo cosa vuol dire? (beh, invecchi, bestia, ecco cosa vuol dire) . Si accumula vita e per quanto uno si sforzi di cercare nelle cose lo stupore della prima scoperta non si possono evitare le ripetizioni. Che poi, diciamocelo, possono essere anche piacevoli, con quel lieve sapore di nostalgia soddisfatta. Per esempio, nelle ultime settimane la Windbeutel è tornata a farsi presente in due contesti disparati. Di passaggio a Berlino per una full immersion nel tema calcistico e per salutare l’amico J, che lascia la città per destinazione Oxford (se ne pentirà?), io e Bibi siamo saliti fino a Pankow per rivedere la Windbeutel. Arrivati alla pasticceria “tipica dell’est” in cui l’avevamo lasciata in buon isolamento rispetto al brulicare metropolitano, la signora dietro alla vetrina, ignara del nostro motivato perigrinare, ci ha gelato con un marmoreo “Montag nie” (di lunedì mai). Chi lo sapeva che il lunedì la Windbeutel non è ammessa? Mesto il rientro in metropolitana, ma spiazzante la scoperta della Windbeutel nel bar della metro, sì proprio lì!  E non solo lì, l’abbiamo vista in bella mostra anche nella stazione di Alexanderplatz dove sette anni fa avevamo fatto la sua conoscenza. Ora, i lettori del libello “La bici sopra Berlino” potranno sentirsi ingannati. In quelle pagine si denunciava la scomparsa della Windbeutel dalle zone centrali di Berlino. E invece. La città cambia continuamente d’abito, ecco la verità, e magari rimette ineffabile gli abiti di un tempo.

Due. In bicicletta lungo Capel street, zona nord di Dublino, sono incappato in una “Polska bakery”, un forno-pasticceria polacco. Bene, sono entrato a vedere cosa offriva. I prezzi sono tendenzialmente più bassi degli esosi pasticceri irlandesi e questo è già un segno positivo. Ma ecco, lì, in vetrina, la Windbeutel! Oh Gosh! La sorpresa è stata tuttavia resa amara dal vedere un’ombra scura sul fondo del pasticcino: marmellata. Perché questo? Perché? Il fondale di marmellata di lamponi o mirtilli (non distinguo la differenza, credo sia una forma di daltonismo culinario) ha svilito l’evento. Ma almeno è qualcosa.

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4 thoughts on “Ritorni inattesi

  1. La Windbeutel!!! Ho appena finito di leggere per la seconda volta “La bici sopra Berlino”, ero a Udine a novembre alla presentazione del libro, non ti conoscevo ma il fatto che l’instancabile prof. Rigatti avesse accettato l’invito a parlare di te e della tua ultima fatica…beh, era di per sè una garanzia. In ogni modo, mi sono detta, comprerò il libro solo quando programmerò di tornare in quella città (anch’io l’avevo visitata durante un interail, nell’estate del ’90). L’occasione arriva inaspettata:qualche mese fa conosco in viaggio un tedesco di Berlino, (un messenger che partecipa ai campionati mondiali dei fattorini!!) e…come rinunciare all’invito di andarlo a trovare?!? Il desiderio di girare in bici al seguito di una guida perfetta si è materializzato!!! Inutile dire che in molte situazioni mi venivano in mente brani del tuo libro e grazie a te ho colto particolari che probabilmente mi sarebbero sfuggiti. C’è poco da fare, sul sellino della due rote ci si illude di essere un pò meno un “normale” turista e alla terza pedalata ci sentiamo già parte integrante della città. Inevitabile la seconda lettura… per lasciare che almeno la testa vaghi ancora per le strade di Berlino.
    Grazie!!!!

  2. Simone, non mi sarebbe dispiaciuto che fosse lo stesso pasticcino… Comunque, due domeniche fa ho trovato un’ottima pasticceria sulla costa fuori Dublino, con prezzi umani e personale cordialissimo.

    Francesca, grazie per avermi fatto partecipe della tua escursione berlinese “sotto” l’influenza delle mie pagine. Ma il tuo amico come si è piazzato al campionato mondiale dei fattorini?!

  3. Diversi anni fa,quando ancora lavorava come messenger, è arrivato settimo! Tra poco parte per Budapest dove quest’anno c’è il campionato europeo….finita la gara si mette in sella e vede se riesce ad arrivare dalle mie parti in tempo per la domenica di “Cantine aperte”…abito in zona Chianti:direi che dopo più di 1000 km un bel bicchiere di vino è proprio quello che ci vuole per ricaricarsi!! 🙂

    Non so se ti può interessare, comunque adesso lavora come designer di vari oggetti, comprese bici http://kollehotrods.com/

    Ultima cosa: per stargli dietro con la bici a Berlino ho rischiato grosso più di una volta, sembrano dei MUST i zigzag tra le macchine, gli attraversamenti di mega-incroci con il rosso, i salti sui binari del tram….però via, lo devo dire, mi sono proprio divertita!!

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