Tre allegri ragazzi in fuga dalla morte (musicale)

L’amica K. mi scrive dopo un silenzio di mesi e mi chiede: che musica ascolti?  E’ domanda utile nel momento in cui si transita da un anno ad un altro. Devo pensarci su. Di questi tempi mi capita di rado di comprare musica, mi affido alla radio, soprattutto alle trasmissioni in streaming di BBC6. Però, ci sono delle cose musicali che si fanno cercare. Come l’ultimo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti, uscito nel 2010, Primitivi del futuro. E’ un disco coraggioso e schiettamente bello. E’ coraggioso perchè sposta la barra della navicella musicale che i Tre ragazzi avevano navigato fino ad oggi, e lo fa in modo apparentemente radicale. Dagli inni tardo-adolescenziali in punta di chitarra si passa ad atmosfere dove l’ibrido pop dei TARM incontra ritmi reggae pronunciati: sembra di trovarsi in Giamaica in compagnia dei Teenage Fanclub guidati da un Rino Gaetano capace di lucide malinconie pasoliniane. Non so se i fan dei vecchi Tre allegri siano soddisfatti ma io lo sono di certo. E’ da persone intelligenti e curiose della vita cercare nuove strade e non aver paura di lasciare il sentiero conosciuto. Evviva i cercatori di (nuova) vita!

Da poco è stata pubblicato un disco che raccoglie versioni in stile DUB di alcuni brani di Primitivi del futuro, rimescolati da Paolo Baldini. E’ un altro tassello originale dell’avventura TARM di questi giorni. Un’anticipazione è scaricabile gratuitamente QUI.

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2 thoughts on “Tre allegri ragazzi in fuga dalla morte (musicale)

  1. condivido l’ottimo giudizio su questa nuova tappa del viaggio musicale dei TARM.
    basta leggere i commenti ai video su youtube, però, per rendersi conto di quanto la gente stia diventando musicalmente sedentaria, e anche molti fan della prima ora (anche fra quelli che urlavano “vaffanculo!” ai concerti, quando toffolo salutava prima del bis) vorrebbero che i Tre Allegri rimanessero quelle specie di garage-rockers di dieci anni fa, ancora legati ai jeans stretti e strappati, e ventenni ad oltranza.
    la vita va avanti signori, e chi inizia col rock non deve per forza suonare la stessa musica per sempre. il viaggio – anche metaforico-musicale – è vita.
    e poi, che cosa fosse mai sto “garage rock”, non l’ho mai capito.

  2. Garage-rock io lo identificavo con i gruppi del rock-beat anni sessanti e i loro seguaci del revival anni ottanta. Chitarre ruvide, ritmo e melodie accativanti. I TARM son un caso molto speciale nella scena musicale italiana, indie o non indie, e mi sono sempre piaciuti. Mi piace il loro lavorare in provincia (il disco è registrato in due studi della regione) con un’apertura al mondo e mi piace la vena poetica di Davide Toffolo. E chissà, magari l’anno prossimo li invitano al Rototom Sunsplash. Sarei curioso di vedere la reazione del pubblico reggae, non sempre ben disposto verso le contaminazioni con il rock.

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