Le avventure di Sparta – La bici illegale

Penso di capire come si sente un vestito esposto in ventrina allo sguardo dei passanti. L’altro giorno scendo dall’autobus al rientro da una delle mie ormai note esplorazioni suburbane, e mi metto ad armeggiare con il portpacchi della bici. La bici era legata ad un palo e prima di slegarla volevo fissare al portapacchi la mia borsa. Per fare ciò avevo estratto l’utilissima corda elastica con due ganci ai suoi estremi (prodotto quasi introvabile in Irlanda, pare sia ritenuto pericoloso, almeno così ha detto un commesso di ferramenta!). L’impresa prendeva del tempo, sarà stata la pioggia o il vento, di certo ero un po’ impacciato. Forse è per questo che ho attirato l’attenzione di un quartetto di turisti di mezza età. Tedeschi. Uno dice, come fai a sapere che erano tedeschi? Lo dico perchè il turista tedesco, o il semplice viaggiatore tedesco, indossa (quasi) esclusivamente giacche marca Jack Wolfskin. Fateci e caso e poi mi direte. Tempo fa un’amica berlinese si è avventurata nel Galway e recatasi in un Bed and Breakfast è stata accolta dalla proprietaria, mai incontrata prima, con questa frase: Da che parte della Germania viene? Come fa a sapere che vengo dalla Germania senza nemmeno che apra bocca?, risponde la mia amica, incredula. Tutti i tedeschi indossano quella marca di giubbotti!, chiosa l’irreprensibile oste.

Insomma, le due coppie tedesche mi osservano mentre armeggio sulla bici. Mi giro e vedo che in realtà sono solo i due uomini ad osservare me. O meglio, non osservano me. Osservano Sparta. Più che osservarla, la stanno fissando. Povera Sparta, deve averci fatto l’abitudine, ad essere oggetto di attenzioni speciali da parte dell’umano paese. Uno dei due tipi si avvicina e indicando il nudo manubrio di Sparta, chiede, con un marcato accento tedesco (…!): – Dove sono i freni? – Sono nel pedale, è un freno a retropedale. E’ una bici olandese, spiego. Il tipo mi guarda poco convinto, poi sbotta: ma in Germania li dobbiamo avere anche davanti! Ho capito, ho a che fare con un vigile urbano in vacanza. Ne ho la conferma subito dopo. Preso dallo slancio civil-ciclistico getta lo sguardo sul fanale anteriore, cioè sul posto dove dovrebbe esserci il fanale ma non c’è, e aggiunge: E pure questo! In Germania non possiamo circolare senza il fanale. – Non so se ridere o piangere, ma mi esce solo un flebile e poco esplicativo – Ma qui siamo in Irlanda….!

Lo congedo con un sorriso. Il tipo saluta e ritorna con un viso stupefatto dai suoi compari.

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4 thoughts on “Le avventure di Sparta – La bici illegale

  1. Grazie della info, Catrafuse. Bene, ecco un paese dove potrei portare Sparta a pascolare liberamente, lontana da sguardi invadenti. Prossimamente una foto della nostra su queste frequenze. Ci sono altre avventure di Sparta nel cassetto. Stay tuned!

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