Biciclette a New York

Da quando esiste la macchina digitale ho perso un po’ la passione per le foto. Mi manca l’ansia da rullino, il fatto di avere a disposizione poche foto e doverle far fruttare. Durante il mio viaggio patagonico avevo due rullini da 36 foto e me li sono fatti bastare. Se compissi oggi quel viaggio quante foto farei o sarei tentato di fare? A fare foto si perde un sacco di tempo, questo è quello che penso. Tuttavia, ogni tanto mi riprende  la passione del turista fotografo. Succede in particolare quando vado in una città che non conosco. Questa passione ha un soggetto specifico, quasi esclusivo: le biciclette. Nei pochi giorni a New York ne ho fotografate un certo numero. La prima impressione è che le biciclette stilose, quelle da rivista patinata che fanno molto coool e metropoli centro del mondo, a New York sono in realtà pochissime. La stragrande maggioranza delle bici che si vedono circolare sulle strade o legate a pali e inferriate, sono bici vissute, piuttosto ammaccate ma soprattutto vocate alla massima praticità. Il miglior indice di praticità è il cestello. Moltissime bici sono dotate di cestelli di varie forme e misure. C’è perfino – e non sono pochi – chi lega al manubrio con spago o nastri di fortuna delle scatole di plastica o cestelli della spesa rubati al supermercato. Quella delle bici ‘da battaglia’ è un’immagine incoraggiante, trasmette il senso di un mezzo praticato, usato, abitato. Un’immagine molto lontana dal ciclismo urbano modaiolo che apparentemente ha proprio città come New York quali centri originanti. Le bici (costose) viste come oggetto da mostrare più che come mezzo da usare sono delle eccezioni.

La bicicletta sta conquistando spazi nella metropoli: questo induce a pensare il cartello riportato nella foto in basso. Forse le bici migliori sono parcheggiate in queste strutture, perciò se ne vedono poche in giro. Ma quando le usano?

 

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5 thoughts on “Biciclette a New York

  1. Ma quella bici non ha le marce! E’ impossibile vivere in una citta’ e avere una bici senza le marce, a meno che tu non abiti a Oxford o in Olanda.

  2. Caro Love Camel, non sono d’accordo. Non vorrei intimorire i possessori di bici senza marce. Se uno non vive a San Francisco o Trieste può biciclettare anche senza. Dublino, per esempio, ha dislivelli frequenti tra una zona e l’altra, ma Sparta non si fa intimorire (le mie gambe ogni tanto sì, lo ammetto, ma è perché siamo umani). Ciao

  3. Oh finalmente hai messo le foto!
    Avevo perso un po’ la pasione come te, ma da quando mi hanno dato l’Iphone4 è come se avessi una Nikon sempre con me con tutti gli effetti del mondo e la facilità di postare via email direttamente dalla strada.
    Live posting.

  4. Caro skatofix, non sono ancora dotato di Iphone, ma chissà che prima o poi ci arrivi… coi tempi biblici dei miei adattamenti alle tecnologie.

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