Football on Screen

Per chi capita a Dublino in questi giorni c’è l’opportunità di vedere alcuni film sul calcio che raccontano storie ricche di sfumature e implicazioni. Tre documentari che aiutano a comprendere il valore sociale e culturale che questo sport spesso si trova a rivestire ai giorni nostri. E’ un’iniziativa curata dal custode di questo cortile digitale in collaborazione con il Goethe Institute di Dublino e Sport Against Racism Ireland (SARI). Magari in futuro, se qualcuno è interessato, sarebbe bello portarla in Italia, sulla scia del Football Film Festival che da otto anni viene organizzato a Berlino. O qualcuno ci ha già pensato?

p.s. La regina d’Inghilterra non sarà presente, causa impegni concomitanti (meglio così, dai).

Info sul sito di SARI.

Osama, Obama, O mama!

Ci deve essere uno speciale trattamento che viene operato sui presidenti degli Stati Uniti d’America nel momento in cui assumono questo incarico. È una specie di lifting mentale che entra in funzione un po’ alla volta, e raggiunge completa maturazione verso metà mandato, quando la poltrona comincia a surriscaldarsi e si devono cercare delle buone ragioni per vendere la propria rielezione. Nel caso di Barak Obama, il lifting mentale dell’idiozia trova esemplare espressione nella notizia (vera? falsa? chi lo sa) dell’uccisione di Osama Bin Laden. A parte il fatto che tutta l’operazione – così come ci viene spiegata – è stata orgogliosamente portata a termine sul territorio di un’altro stato senza coinvolgere o informare le autorità locali; a parte il fatto che le immagini fatte circolare del viso tumefatto della vittima sono semplicemente una pacchiana operazione di Photoshop; a parte il fatto che gli ultimi 15 anni di interventi armati e uccisioni in giro per il mondo non hanno fatto altro che rendere ancora più tese e complicate le relazioni internazionali; a parte il fatto che dopo aver aspettato dieci anni a catturarlo potevano almeno predenderlo vivo; a parte queste e altre cento ragioni, mi chiedo cosa ci sia da festeggiare per la morte di un tipo che da vari anni non faceva più parlare di sé ed era dimenticato dai più.