Il libraio, la città e l’automobile

Acquisti in automobile: la salvezza delle librerie.

La chiusura di una libreria è una notizia che mi rattrista in modo particolare. Tra gli esercizi commerciali, la libreria è quello che ha il rapporto più sfumato con il concetto di ‘merce’ e più accentuato quello con ‘cultura’ (intesa in senso ampio). Leggere che la Libreria Carducci, situata nel centro di Udine, chiude i battenti dopo novant’anni di attività, non mi ha lasciato quindi indifferente. In queste occasioni uno si aspetta delle riflessioni ponderate sul perchè un’attività con una tale storia e un’invidiabile localizzazione, al centro di una delle più suggestive piazze udinesi, sia costretta a chiudere.

Magari un ragionamento sui cambiamenti generazionali dei lettori, sulla sfida imprevedibile posta dagli e-book, sulla mole di pubblicazioni in circolazione, sulla concorrenza dei centri commerciali e dei supermercati. Insomma, gli spunti su cui riflettere sono molteplici e tutti interessanti. E invece. Nell’articolo pubblicato dal Messaggero Veneto il titolare della Carducci asciuga in poche battute (tre righe tre nella trascrizione del giornalista) alcuni dei succitati temi per concentrare la sua attenzione sulla limitazione al traffico nel centro cittadino e la mancanza di parcheggi per le automobili che, è il suo ragionamento, terrebbero lontani i clienti. Per chi non conosce la realtà del capoluogo friulano, rammento che da diversi anni è stato avviato un piano per favorire una migliore mobilità cittadina che prevede, oltre alla pedonalizzazione di alcune zone del centro storico, la realizzazione di una rete di piste ciclabili.

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I danni causati dal ‘consumo’ di carne (e pesce)

Margherita Hack continua a regalare piccole perle di saggezza che aiutano a guardare con meno pessimismo il presente (e il futuro). Ha da poco pubblicato un simpatico libro per Ediciclo dove racconta il suo speciale rapporto con la bicicletta ed ecco che esce un volume dove riflette sulla scelta vegetariana, Perché sono vegetariana (Edizioni dell’Altana). Entrambi le scelte – usare la bicicletta, eliminare (o almeno ridurre) il consumo di carne e pesce – diventano sempre più urgenti per la sopravvivenza nostra e del pianeta. Segnalo al proposito un’intervista non superflua concessa da Hack al Corriere della sera. Con parole semplici e chiare questa ragazza di novant’anni spiega cosa significa il vegetarianesimo, accennando anche ai disastri ambientali causati dall’industria intensiva della carne.

La scimmia dell’inchiostro

Questo animale abbonda nelle regioni settentrionali, è lungo quattro o cinque pollici, ed è dotato di un istinto curioso. Ha gli occhi come di cornalina e il pelo di un nero lustro, serico, morbido come un cuscino. E’ amantissimo dell’inchiostro della Cina: quando uno scrive, lui si siede con una mano sull’altra e le gambe incrociate, aspetta che quello abbia finito, e si beve il resto dell’inchiostro. Poi torna a sedersi accoccolato e resta tranquillo.

Wang Ta-Hai (1791), in Jorge Luis Borges, Manuale di zoologia fantastica

p.s. e se non si accontentasse del resto?

Calcio che piace

Altro che Premier League, il campionato di calcio più seguito al mondo è la Bundesliga. Da estimatore di lungo tempo del campionato teutonico la notizia mi rallegra e non mi sorprende. In Germania hanno usato bene i soldi dei Mondiali 2006 e costruito nuovi stadi e ricostruito a dovere gli stadi esistenti. Hanno anche avviato campagne uniche in Europa, come quella per contrastare l’omofobia nel calcio (c’è un progetto apposito della Federcalcio) e per sostenere i calciatori a rischio “depressione”, un fenomeno molto sentito in Germania, dove il livello medio di istruzione dei calciatori è il più alto in Europa e negli ultimi anni vi sono stati diversi casi di “crisi di identità” di famosi calciatori, oltre ad alcuni tragici episodi. Uno sguardo alla Germania in attesa che gli stadi italiani si rinnovino, soprattutto quello di Udine. Non è possibile avere la squadra terza in classifica, dietro ai “maneggiatori” del vagone, e lo stadio mezzo vuoto. Ecco.

Nella foto, lo stadio del Borussia Dortmund, il SIGNAL IDUNA PARK (ex Westfalenstadion).