Friuli nel mondo – Dal Sunsplash a Balotelli

Paolo Ciani è un consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia in rappresentanza di Futuro e Libertà (ex Forza Italia, AN, MSI…). Pur essendo in politica da vari lustri il suo nome può venire associato a poco, quasi nulla, di memorabile, e quel poco quasi nulla è soprattutto legato alle sue considerazioni a proposito del Rototom Sunsplash. Tra le varie cose, ebbe a dichiarare che il Sunsplash “è il festival della droga travestito da evento musicale”. A quel tempo poteva vantarsi con gli amici e i suoi elettori (ancora ignari dell’acrobatico trasformismo anti-berlusconiano che il nostro aveva in serbo) di essere il più aggressivo antagonista del festival di Osoppo. Vinse la sua personale ‘battaglia contro’ e il Sunsplash lasciò il Friuli per trovare accoglienza e successo in Spagna. Capitolo chiuso e palla (sgonfia) al centro.

Passati alcuni mesi il nome di Ciani rischiava di finire mestamente nel dimenticatoio. Nessuno si ricordava più di lui. Non venne menzionato nemmeno quando il maresciallo dei carabinieri che aveva condotto le indagini sul consumo di droga al Sunsplash venne arrestato in fragranza di reato. Cosa stava facendo? Spacciava droga. Al posto di Ciani uno sarebbe rimasto in silenzio – ‘E ora che faccio? Ho sobillato mezzo mondo contro il Sunsplash perché spacciavano droga  e ora si scopre che la droga la spacciano i carabinieri?!’. E invece no. Non pago di aver contribuito ad allontatare un evento che richiamava in regione 150.000 persone da tutta Europa e aveva fatto inserire il nome del FriuliVG nelle principali pubblicazioni musicali internazionali, il nostro invia una nota alla stampa prendendo le difese delle operazioni anti-Sunsplash e quindi anche del carabiniere-reo confesso lestofante.

Putroppo, il suo intervento finisce ai margini della notizia. Nessuno pensa di intervistarlo per chiedergli conto di cotanto coraggio. Passano le settimane e l’oblio si riaffaccia. Paolo Ciani torna ad essere uno stipendiato del consiglio regionale. Il silenzio, però, pesa. Ecco allora l’occasione per riconquistare le cronache locali, anzi nazionali, ma che dico nazionali, europee! Arrivano gli Europei di calcio. Alla fine di una partita giocata sul filo della tensione, con sei ammoniti e un espulso, l’Italia sconfigge l’Irlanda e si qualifica ai quarti di finale. Mario Balotelli segna un gol da antologia e sigilla il risultato sul 2-0.

Al mesto Ciani la cosa non interessa. Ha altro a cui pensare. Entra nella sua pagina Facebook e cesella un commento al vetriolo contro Balotelli a corredo di un fotomontaggio che vede il giocatore, con indosso la maglia azzurra, chinato su di un campo di cavoli. Il Ciani si sente battagliero e mordace come ai tempi ormai (ahilui) lontani del Sunsplash: “Entra, fa un fallo di reazione da cartellino rosso, segna e inveisce contro la panchina e gli chiudono la bocca. Nei campi a lavorare deve andare questo pagliaccio”. Abbonato all’uscita a vuoto, per usare un termine calcistico, il mesto Ciani non si avvede che Balotelli non figura tra i sei ammoniti, quindi la sua condotta in campo non deve essere stata così terribile. Purtroppo, ri-avvinto dalla furia iconoclasta dei tempi (ahilui) passati non si accorge nemmeno che lo sfogo di Balotelli dopo il gol non era con tutta probabilità rivolto contro la panchina (posta di spalle al giocatore) ma contro i difensori dell’Irlanda, in particolare il terribile John O’ Shea, che lo aveva preso di mira appena aveva messo piede in campo.

Non si può pretendere che chi commenta su Facebook si documenti prima di mollare le briglia alla mano che ticchetta la tastiera, ma certo avrebbe aiutato sapere che O’ Shea è stato per dodici (12) anni una colonna del Manchester United, nel corso dei quali ha sviluppato una particolare avversione per il Manchester City, squadra nella quale milita Balotelli. In quegli anni O’Shea subiva un trattamento speciale da parte dei tifosi del City, che non perdevano occasione per dileggiarlo allundendo (ossignor) alla sua presunta omosessualità. Insomma, al roccioso O’Shea non è sembrato vero di prendersela con l’imprevedibile SuperMario, in fondo non è stata questa la tattica seguita per tutta la stagione dai difensori della Premier League contro l’attaccante del ManCity?

Ma al mesto Ciani tutto questo non importa. La sua immagine è limpida. ‘Non sono razzista, sono amico del calciatore Asamoah che e’ piu’ nero di Balotelli’, dichiara in sua difesa dopo le critiche piovuteli addosso da più parti. Peggio il rattoppo del buco, direbbe mia nonna Lina fosse ancora tra noi. Oggi ricevo una newsletter britannica che mi segnala questo titolo, riferito ad un popolare sito informativo irlandese:

Far-right Italian politician sparks race row after posting controversial Mario Balotelli image

Caro Ciani, altro che Sunsplash, ormai sei celebre nel mondo intero (per le ragioni sbagliate)!

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2 thoughts on “Friuli nel mondo – Dal Sunsplash a Balotelli

  1. … e pensare che questo, una volta, è stato seduto sul divano di casa mia ad ascoltare i Ramones… o erin jovins, ma no mi ere plasût già di che volte…

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