Lo stato-nazione non è la soluzione

La Catalogna vuole l’indipendenza? Ma che cosa se ne faranno? Anche se le recenti elezioni regionali non sono andate così bene come speravano, i nazionalisti catalani assicurano che l’obiettivo rimane quello del referendum per ottenere l’indipendenza da Madrid. A giudicare dallo sventolio di bandiere in occasione di manifestazioni di strada e dalla compatezza cromatica dello stadio Camp Neu in occasione delle partite del Barcelona, c’è da credere alla determinazione dei ‘catalanisti’ nel raggiungere questo risultato. Eppure la cosa non mi convince.

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Un video ispirato al ‘mondo dei piedi freddi’

Di solito si dice che un libro è vivo quando viene citato da altri autori, un artista ne prende spunto per realizzare una sua opera o magari viene utilizzato come materiale didattico. Nel suo piccolo, La mia casa è dove sono felice aveva già ricevuto di questi segnali, venendo utilizzato in alcuni corsi universitari, ma non era stato ancora protagonista di un video. Recentemente, l’illustratore Cosimo Miorelli (figlio di Moreno, organizzatore di Stazione di Topolò) ha dedicato al capitolo di apertura de “La mia casa è dove sono felice” alcune tavole illustrate e un breve video. Il tutto si è svolto nell’ambito di un progetto didattico tenutosi presso il Liceo coreutico Uccellis di Udine.  La cosa mi ha fatto ovviamente piacere e ringrazio l’autore. Informazioni sul progetto QUI.

Se per l’arbitro il colpevole è la vittima

Niente di nuovo sotto il sole. Una nuova storia di razzismo sul campo da calcio emerge dalla (progressista, rossa) Toscana, dove un giocatore di 22 anni di origine ivoriana ma cresciuto in Italia viene squalificato perché reagisce agli insulti razzisti degli avversari (così riporta il Corriere della Sera). C’è sicuramente qualcuno che dirà: ma tu non c’eri, tu non sai, questo è ciò che dice lui…oppure, come facevano con Balotelli ai tempi in cui giocava in Italia, ‘ma lui però..”. E’ una vecchia storia, purtroppo. Il campo da calcio è un specchio ruvido della società. La società è razzista, il campo da calcio altrettanto. Solo che sul campo da calcio, più facilmente che nella società, è possibile applicare e far rispettare delle regole. Sono chiare e note a tutti, le ha scritte e pubblicate tempo addietro la UEFA. Quelli della Figc non sanno leggere?