Se per l’arbitro il colpevole è la vittima

Niente di nuovo sotto il sole. Una nuova storia di razzismo sul campo da calcio emerge dalla (progressista, rossa) Toscana, dove un giocatore di 22 anni di origine ivoriana ma cresciuto in Italia viene squalificato perché reagisce agli insulti razzisti degli avversari (così riporta il Corriere della Sera). C’è sicuramente qualcuno che dirà: ma tu non c’eri, tu non sai, questo è ciò che dice lui…oppure, come facevano con Balotelli ai tempi in cui giocava in Italia, ‘ma lui però..”. E’ una vecchia storia, purtroppo. Il campo da calcio è un specchio ruvido della società. La società è razzista, il campo da calcio altrettanto. Solo che sul campo da calcio, più facilmente che nella società, è possibile applicare e far rispettare delle regole. Sono chiare e note a tutti, le ha scritte e pubblicate tempo addietro la UEFA. Quelli della Figc non sanno leggere?

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