Monopattino

Stamattina il mio umore seguiva le nuvole. Non quelle in cielo, che ce n’erano poche, beato sole, ma quelle dei pensieri. Erano scure. Camminavo verso la fermata del bus, alle 8.30 di una domenica di ottobre. Camminavo cercando di seguire il suono dei miei passi. C’è armonia nei passi che non può essere nell’animo? Sento delle ruote piccole e dei salti intermettenti avvicinarsi veloci. Non faccio in tempo a voltarmi che vengo superato da un bambino sui dieci anni, in monopattino. Veste di nero, le sneakers nere anch’esse, anonime. Le due treccine che scendono dai lati della fronte sobbalzano al ritmo del monopattino. In testa, la piccola kippah. Sul manubrio porta appeso uno zainetto, è di colore scuro ma è certamente bambino. Benevenuto a Stamford Hill. Vedere bambini in giro da soli è una delle sensazioni più rassicuranti e piacevoli. Cosa c’è di più tranquillizzante di un bambino che si sposta da solo? Pensare di trovarsi in una delle città più popolate al mondo è in questo senso spiazzante. Spesso, troppo spesso, in Italia, di questi tempi,  i bambini vengono condannati all’automobile, allo spostamento coattivo con l’adulto. I genitori non lasciano andare i figli a scuola o a calcio da soli nemmeno nei minuscoli paesi della profonda provincia. L’ossessione mediatizzata della sicurezza? Il mondo ucciso dalla televisione?

Stamford Hill è un quartiere di Londra che ospita la più grande comunità ebrea ortodossa d’Europa. Nello stesso quartiere, la seconda comunità più numerosa è quella mussulmana. Scendendo verso il centra città si scorgono diverse sinagoghe, poi una moschea e improvvisamente ecco Dalston, centro di intrecci di culture caraibiche. Viaggio attraverso storie e continenti nell’arco di pochi chilometri. Negli anni sono venuto spesso in questa zona e mi ci sono in qualche modo affezionato. Non è solo affascinazione per l’altro, per le diversità apparenti o sostanziali, ma un sentimento di attrazione per lo spaesamento. In un luogo dove molti sono “diversi”, ci si sente meno diversi? Ma diversi da cosa?

Il bambino in monopattino ha dipinto la giornata di un colore tenue e confortevole, nonostante l’uniforme divisa scura della sua comunità/identità. E’ un’immagine parziale, dice solo una piccola parte di quello che accade, ma per oggi mi basta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...