Controlli a campione

Un paio di giorni fa è mancata contemporaneamente la corrente in varie zone del centro di Southampton. I generatori andavano e non andavano, nessuno ha capito o spiegato perché. I negozi della via commerciale, che noi chiamiamo Sabana Grande perché per qualche stramba ragione ci ricorda una via centrale di Caracas, si sono trovati in imprevista difficoltà. Oddio, ora come faremo senza gli amati aggeggi antitaccheggio. Attenti al ladro. Salviamo il salvabile. Dio del fusibile, aiutaci. I responsabili dei Magazzini Zara hanno prontamente mandato una ragazza dall’aspetto serio ma non minaccioso sulla porta. Il suo compito era di controllare quelli che uscivano; verificare che quello che avevano in borsa fosse stato pagato. La ragazza ci metteva dell’impegno, non c’è dubbio, ma utilizzando criteri particolari. Le persone che fermava erano tutte di un certo tipo, o di certi tipi. Diciamo che le persone di pelle chiara e di aspetto classicamente ‘Britannico’ venivano bellamente lasciate passare. Quelle di aspetto ‘altro’, che poteva essere asiatico o arabo o tante cose diverse, diverse da quelle che la ragazza distingueva come sue simili e quindi ‘normali’, venivano fermate e controllate. La cosa è andata avanti per dei lunghi minuti e forse nessuno l’ha notata, a parte chi veniva fermato dall’abitante della luna assunta per vie insondabili da Zara, e dall’occhio sensibile di Bibi, che poi mi ha riportato il tutto. In termini tecnici si chiama ‘racial profiling’. In linguaggio terra terra, si dice idiozia. Idiozia razzista.