John Stabb R.I.P.

Un registrazione video scassata fatta in un piccolo centro sociale occupato. Immagini sfocate, suoni che vanno e vengono, corpi che fluttuano. Immagini grezze come delle piccole pietre trovate in un terreno discosto e rivelatesi estremamente preziose. Sono concerti come questi, allo stesso tempo ai margini e al centro delle scene musicali e dell’aggregazione controculturale, che hanno prodotto quel sentimento di appartenenza con cui siamo cresciuti. Sul palco un gruppo che per alcuni ha scritto pagine memorabili della storia del punk, i Government Issue. Al centro del palco, col microfono in mano, un lungagnone dai capelli lunghi, John Stabb. E’ questa l’immagine che voglio conservare di lui, che se ne é andato a 54 anni dopo una troppo breve resistenza al cancro. Nei dieci anni di esistenza dei G.I. Stabb è rimasto l’unico membro fisso. E’ riuscito a creare musica che travalicava i generi, e scompaginava le categorie, senza spostarsi dall’ambiente culturale che lo aveva spinto su quella strada. Come altri della scena punk, purtroppo, è stato ucciso anche dal sistema sanitario USA, che offre poco o nulla a chi possiede poco.

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