L’arte di ascoltare e i dubbi della sociologia

TheArtOfListening

“L’arte di ascoltare” (The Art of Listening) è il titolo di un libro pubblicato nel 2007. Il suo autore si chiama Les Back e insegna sociologia al Goldsmith College, Università di Londra. Prima di trasferirmi in Irlanda per il dottorato (o semplicemente per poter ricercare un tema che mi affascinava, la borsa di ricerca me ne ha dato la possibilità), non avevo mai sentito parlare di Les Back. Avevo anche un sentimento conflittuale con la sociologia, sviluppatosi e mai del tutto risolto sin dai tempi dell’università, alla facoltà di scienze politiche a Padova. Quando arrivai a Padova, nell’autunno del 1986, la facoltà era in piena fase di “riflusso”, dopo i danni causati dal processo “7 aprile” (1979) che aveva portato all’incarcerazione o all’esilio (o a tutte e due) di un folto gruppo di docenti e ricercatori, colpevoli solo di scrivere libri, discutere, e insegnare.

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Appropriazione indebita

Diverse persone di Udine e dintorni mi hanno contattato per sapere se sono coinvolto in un convegno che porta il titolo “La mia casa è dove sono felice”, organizzato dal PD di Udine sui temi dell’immigrazione. Cado dalle nuvole. Nessuno mi ha chiesto nulla: non mi è stata chiesta la disponibilità ad usare il titolo del mio libro né tantomeno sono stato invitato a partecipare. Mi pare un’operazione a dir poco inelegante, ma non del tutto sorprendente vista la sfacciataggine al limite dell’impudenza a cui ci ha abituati in questi mesi il primo ministro nonché segretario nazionale del partito. Di certo, questo non è un buon modo per (ri)avviare un dibattito a livello locale sull’immigrazione. Come si dice, quando si parte con il piede sbagliato…

Un video ispirato al ‘mondo dei piedi freddi’

Di solito si dice che un libro è vivo quando viene citato da altri autori, un artista ne prende spunto per realizzare una sua opera o magari viene utilizzato come materiale didattico. Nel suo piccolo, La mia casa è dove sono felice aveva già ricevuto di questi segnali, venendo utilizzato in alcuni corsi universitari, ma non era stato ancora protagonista di un video. Recentemente, l’illustratore Cosimo Miorelli (figlio di Moreno, organizzatore di Stazione di Topolò) ha dedicato al capitolo di apertura de “La mia casa è dove sono felice” alcune tavole illustrate e un breve video. Il tutto si è svolto nell’ambito di un progetto didattico tenutosi presso il Liceo coreutico Uccellis di Udine.  La cosa mi ha fatto ovviamente piacere e ringrazio l’autore. Informazioni sul progetto QUI.

La grammatica e La mia casa è dove sono felice

Sul Messaggero Veneto di oggi c’è un articolo a proposito dell’inclusione di un brano de La mia casa è dove sono felice nella grammatica di lingua italiana Da capo. Per leggerlo cliccate QUI.

Nel frattempo, la ristampa de La mia casa è finalmente disponibile nelle librerie. Chi non riuscisse a trovarlo può acquistarlo anche dal sito internet di KappaVu.

Nella sezione Libri del blog ho aggiunto alcune recensioni del libro uscite a suo tempo.

La mia casa è dove sono felice – La ristampa

Era una notizia che avrei voluto dare da diverso tempo. Nel 2012 il mio libro La mia casa è dove sono felice verrà ristampato dall’editore Kappa Vu. Varie ragioni, non ultima l’assenza di un contratto editoriale, avevano reso accidentato il percorso di questo libro che ha occupato un paio d’anni della mia vita per venire al mondo e alcuni altri per essere concepito. Nonostante gli intoppi, tuttavia, non si può dire che le cose siano andate male per un volume pubblicato da un editore locale e, al principio, nemmeno accompagnato dal temibile ma autorevole codice ISBN. Proviamo a fare un sunto.

Il libro uscì nel marzo del 2005 e nell’arco di due anni venne ristampato due volte, grazie anche all’interesse suscitato da recensioni e segnalazioni a varie latitudini della penisola. Vinse un premio nazionale dalle parti di Parma (“Città di Borgotaro-Raccontare l’emigrazione”) con una giuria ricca di curricula e autorevolezza, a cominciare dal presidente Mario Lavagetto e dal promotore del premio Maurizio Chierici. Ci furono alcuni incontri in scuole superiori e università (stranamente o forse no, non a Udine) e circa 40 presentazioni pubbliche, nelle sedi più diverse – sale comunali, circoli arci, librerie, sagre dell’emigrante, osterie, centri sociali autogestiti. Ne nacque una lettura musicata insieme agli amici Arbe Garbe. Venne perfino adottato in corsi universitari di mediazione linguistica e culturale. Qualcuno, a mia insaputa, utilizzò il titolo per dare un nome a una festa solidale. Poi il silenzio. Dissidi tra autore ed editore – un problema annoso come la ricetta della polenta – hanno bloccato per vari anni la circolazione del libro e i miei interventi pubblici attorno ad esso.

Eppure le cose hanno continuato a muoversi. Nel 2011 un brano de La mia casa è dove sono felice è stato incluso nella grammatica italiana più diffusa nelle università del Nord-America.

Non una semplice segnalazione, ma l’adozione di un brano a rappresentare il tema dell’immigrazione in Italia, scelto come materiale di esercitazione accanto ad autori classici della letteratura e del giornalismo nostrani (quattordici i capitoli, quattordici gli autori).

Insomma, era ora che il libro tornasse disponibile. Mi mancava.

Esercizi di italiano per stranieri…

I lettori più fedeli di questo cortile digitale avranno notato che è avvenuto un cambiamento nella politica gestionale: le immagini sono state ufficialmente ammesse nei post! Al principio la scelta di non postare immagini e/o video era dettata dalla convinzione che fosse opportuno concentrarsi sulla parola scritta. Ho cambiato idea, lo ammetto. D’ora in poi ci sarà un uso ponderato di foto e video, così i miei interventi assumeranno una vera dimensione multimediale. Hurrà.

L’immagine qua sopra è la copertina dell’ultima edizione di Da Capo, popolare grammatica della lingua italiana in uso nelle università statunitensi, pubblicata dall’editore Cengage/Heinle. Un brano del mio libro La mia casa è dove sono felice è stato inserito quale materiale di lettura ed esercitazione al capitolo 7.  Tra le note di presentazione del volume ho trovato queste righe che mi hanno fatto sussultare…! Misteri del marketing.

Based on popular demand, Lettura readings, such as “Vespa” and “La zona in cui vivo” have been retained, while new readings by Max Mauro and Natalia Ginzburg now encourage deeper exploration of chapter themes, as well as cross-cultural comparisons in the Temi per componimento e discussione sections.

p.s. La foto di copertina è perfetta, no?

No! L’equazione immigrato-emigrato, No!

Dalla rete spunta una curiosa diatriba attorno al mio (smarrito) libro La mia casa è dove sono felice. Un anonimo lettore, che rigrazio, posta una recensione del libro in un sito italiano dedicato alla Moldavia e il curatore del sito risponde con parole di fuoco: “Ecchevvoddi’ “entrambi sono emigrati”? Anche uno svizzero in Italia e’ un emigrato…tuttavia lo svizzero ed il friulano non vanno in giro a sgozzare persone… e familiari. Pensare che tutti gli immigrati siano UGUALI e’ tipico dei kompagni che applicano l’ideologia fallimentare che li caratterizza…”

Il tutto succede ai nostri giorni, ottobre 2009, a conferma che tema trattato in quel libro è – purtroppo, in questo senso – ancora drammaticamente attuale. Che paura! Per leggere il tutto cliccate QUI