Coming Soon – The Balotelli Generation

 

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E’ in arrivo il mio primo libro a distanza di sette anni da ‘La bici sopra Berlino’. E anche il mio settimo libro, se si esclude il racconto online per il progetto Estrangeiros (vedi About). Sette è un numero curioso, viva il sette. Il titolo del libro è ‘The Balotelli Generation. Issues of Inclusion and Belonging in Italian Football and Society’ (Generazione Balotelli. Inclusione  e senso di appartenenza nel calcio e nella società italiani). E’ il risultato di una ricerca che ho condotto in Italia tra il 2014 e il 2016 con giovani di origine immigrata che giocano a calcio. E’ un lavoro che cerca la contaminazione tra scienze sociali e indagine giornalistica ed è, in qualche modo, il sunto di dieci anni di impegno e studio cominciati con la pubblicazione de ‘La mia casa è dove sono felice’. Esce per l’editore Peter Lang, maggiori dettagli sono disponibili QUI. Non ha ancora una copertina, quindi ho messo una foto che mi piace. Se ci sono editori italiani interessati a farne un’edizione contattatemi!

Raff BB. 1965-2016

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Raff, una sera in pizzeria tirai fuori il mio quadernetto più piccolo di una mano e lessi una storia che avevo scritto durante le prove degli Inzirli. Mi annoiavo perché gli altri provavano e riprovavano pezzi incompleti e io non avevo voce in capitolo. Così mi misi a scrivere delle storie con protagonisti bambini ribelli e inguaribilmente antiautoritari. Quella sera in pizzeria avevo bevuto, ma basta poco per dirmi ‘bevuto’, due birre o tre bicchieri di vino già mi rendono la vita leggera e la parola fluida. Non so quanto avevo bevuto, ma ricordo che lessi una storiella, e poi un’altra e poi un’altra ancora. Non so chi mi stesse ad ascoltare, forse le leggevo a me stesso per nascondere la vergogna di essere ubriaco (ho sempre qualcosa di cui vergognarmi). Però tu ascoltavi, mi stavi ascoltando. Mi chiedesti se ne avevo scritte delle altre, di storie. Io sorrisi. Erano storie strampalate che parlavano di bambini che volevano i capelli lunghi o mangiare sempre gelati e solo gelati o che chiedevano al parroco a dottrina come faceva ad essere vergine la maria, la madonna per intendersi, se era la madre del cristo, del gesù o come lo volete chiamare. Come poteva essere vergine maria?, si chiedeva uno di quei bambini. A chi potevano interessare quelle storie, che scrivevo solo per tenermi compagnia e pensarmi meno solo? A te interessavano e mi chiedesti di fare delle fotocopie. Fotocopie. Io trascrissi al computer quelle storie e te le diedi. Tu le portasti via e dopo qualche tempo mi chiesero di fare un libro. Ne scrissi delle altre e alfine mi ritrovai con il libro in mano, I bambini terribili. Un libro vero. Un libro che tu hai visto per primo, anzi solo tu hai visto, perché io vedevo altro, un quaderno, un piccolo quaderno sgualcito, e basta.

Negli anni ci siamo avvicinati e poi ci siamo allontanati. Una sera, una sera in cui tu avevi bevuto, avevi bevuto tu, mi trattasti male, mi facesti del male. Avevi bevuto, ma eri sincero, l’alcol ci fa ancora più sinceri di quanto noi anime sincere possiamo essere. Mi facesti del male e non capii perché. Eri ubriaco, mi dicesti. Ma va così la vita che rimaniamo con risposte incompiute e parole monche. Io so che ci rincontreremo e ti racconterò altre storie. E forse capirò. O forse no. Che importa. Che importa capire, al fondo. Io sono uno scrittore e mi basta un solo lettore per essere contento. Uno solo. Grazie per aver letto i bambini terribili.

L’arte di ascoltare e i dubbi della sociologia

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“L’arte di ascoltare” (The Art of Listening) è il titolo di un libro pubblicato nel 2007. Il suo autore si chiama Les Back e insegna sociologia al Goldsmith College, Università di Londra. Prima di trasferirmi in Irlanda per il dottorato (o semplicemente per poter ricercare un tema che mi affascinava, la borsa di ricerca me ne ha dato la possibilità), non avevo mai sentito parlare di Les Back. Avevo anche un sentimento conflittuale con la sociologia, sviluppatosi e mai del tutto risolto sin dai tempi dell’università, alla facoltà di scienze politiche a Padova. Quando arrivai a Padova, nell’autunno del 1986, la facoltà era in piena fase di “riflusso”, dopo i danni causati dal processo “7 aprile” (1979) che aveva portato all’incarcerazione o all’esilio (o a tutte e due) di un folto gruppo di docenti e ricercatori, colpevoli solo di scrivere libri, discutere, e insegnare.

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Sorprese di primavera

2015-05-12 17.51.31Qualcuno nei dintorni di casa mia sta traslocando e ha pensato bene di donare i libri di cui (ahilui o ahilei) non ha più bisogno. Un tuffo al cuore mi ha colto alla vista di questo volume in ottime condizioni, che sembrava attendere l’opportunità per unirsi alla mia libreria transeunte in terra d’Albione. Billy Childish, chi l’avrebbe mai detto.

Libri letti con piacere

Ho l’abitudine di segnare nell’agenda i libri che leggo. Lo faccio solo con quelli che aribitrariamente catalogo come “non-saggistica”, per distinguerli da quelli che mi ritrovo a leggere per esigenza di ricerca e documentazione. E’ un abitudine che ho preso da qualche anno, dopo essermi accorto di aver ricomprato e pure ricominciato a leggere libri che avevo già letto in un passato ahimé remoto (i miei neuroni zoppicano). Oggi mi sento di rammentare, a me stesso in primo luogo, i libri che ho letto con più interesse e passione nel corso del 2012. L’anno è cominciato, letterariamente parlando, benissimo.

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