Sui 50.000

Il blog ha toccato quota 50.000 visite. Grande o piccolo che sia, dipende dai punti di vista, questo numero mi invita a riflettere ancora una volta sul senso di mantenere in vita quello che io chiamo il mio “cortile digitale”. La frequenza con cui lo aggiorno è, dal principio, irregolare e sfacciatamente umorale . Non mi piace gettare in strada pensieri volanti (di quelli ne è piena la rete, basta osservare il mondo di Facebook e Twitter), quindi se non ho il tempo per riflettere su quello che sto per scrivere lascio perdere. Visto che di tempo ne ho poco, finisce che scrivo poco, pochissimo per gli standard della comunicazione online. Ne consegue che il numero delle visite al sito oscilla terribilmente, ma mi sta bene così. In fondo, un cortile non è un’arena per concerti.

Twitter, oh signor

Mentre stavo scandagliando Twitter per cercare di convincermi ad aprire un account (non è il primo tentativo), mi sono imbattuto in un messaggio del twitterista (vero? falso?) Mario Monti, postato il 18 novembre:

Essere ricchi non è un crimine.La ricchezza genera lavoro e sostiene l’#Italia.Meno assistenzialismo e più mercato. Buon Week End 

vedere per credere: http://twitter.com/#!/palazzochigi

il mercato, oh le mie povere membra!

p.s. in data 20 novembre l’account di Twitter palazzochigi è stato chiuso. Era uno scherzo ben riuscito. Che sollievo.

Il nonno di Heidi contro Remi

E’ passato un be po’ di tempo dall’ultima volta che ho raccolto il meglio dei termini di ricerca che hanno portato a questo blog. E’ che quando lo faccio si rafforzano i miei dubbi sul senso di avere un blog. Uno riflette e scrive e poi c’è qualcuno che finisce per leggerlo solo perché il suo indirizzo è finito misteriosamente nella lista fornita da google alla voce “tettone venezuelane”. Ok. Spazio al buonumore. Difficile attribuire la palma del migliore, ma mi suscita immediata simpatia quello che vuole sapere come vestirsi per il barbecue…e spera di avere aiuto dal gestore di questo piccolo cortile digitale.

lista film automobilistici
5 m di velo
fare la pipi in piedi per le donne
morrissey è sposato?
uomo bello cubano in friuli cerco
tette da sbattere in faccia
temi scritti da bambini sul carnevale
aprire un pub in venezuela
ciclista caduto
mestieri di una volta
come vestirsi per il barbecue
combattere il freddo a berlino
buongiorno in venezuela
nazi skins udine
lig britof
tettone venezuelane
in svezia i gay stanno ben
nonno di heidi vs remi

Nota ai commentatori en passant

Non mi piace l’anonimato utilizzato da molti in rete per esprimere le opinioni più diverse. Ho rimosso due commenti al post precedente perché apertamente razzisti e scritti da un anonimo. Dal mio punto di vista, uno può giocare a fare l’anonimo ma dovrebbe rendersi conto che quello che dice non può essere accolto come un contributo a un “dibattito”. In ogni caso, è un comportamento da vigliacchi. Ho ospitato e ospiterò commenti anonimi se li riterrò non offensivi verso alcuno. Non accoglierò mai commenti razzisti, fascisti e omofobi. 

La grammatica, prima di tutto

Un brano di un mio libro – La mia casa è dove sono felice, 2005 – è stato inserito in un popolare testo di grammatica della lingua Italiana utilizzato nei college Usa. Leggendo le critiche su Amazon pare sia il testo di riferimento per chi studia l’italiano nelle accademie di quel paese. Non so come possa essere successo che un libro ormai defunto, pubblicato da un editore locale, possa essere stato scelto accanto a brani di autori classici e articoli dei maggiori quotidiani per “rappresentare” la lingua e la società italiane in una grammatica. Sia quel che sia, la mia piccola soddisfazione è accresciuta dal fatto che la grammatica si chiama Da Capo, come il titolo del miglior album di un gruppo da me molto amato, i Love.

Storie in trasferta

Il blog è silenzioso da diverso tempo. Il silenzio è un buon compagno di viaggio. E’  un buon compagno e basta, talvolta. Aiuta a ripulire le immagini raccolte e a renderle in qualche modo intelleggibili. Solo dopo averle intese e capite andrebbero trasmesse. Eccesso di pudore? Chissà. Nel frattempo l’amico bb bellini ha pensato di “consolidare” la mia (irregolare) collaborazione al suo sito http://www.ilikebike.org segnalando la rubrica “Il cortile di Max” nel menù a sinistra della pagina d’ingresso.  Io ho ricambiato pubblicando un frammento della storia di Adam ambientata a Città del Messico, scritta nell’ambito del progetto Estrangeiros/Stranieri.  Co-protagonista dell’episodio è la bicicletta. Cliccate QUI per andare direttamente alla pagina. Per i più pigri ecco di seguito il racconto.

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Il Cicloton* è stato divertente, più divertente della volta precedente. Adesso conosco un po’ la città, conosco certi posti, e rivederli senza il traffico delle auto mi ha dato una sensazione particolare, come quando entri in una stanza dopo che è stata imbiancata di un nuovo colore. E’ sempre la stessa stanza, ma è diversa, di solito è più bella, almeno se ti piace il colore. Attraversare Città del Messico con la bici è come dare un nuovo colore alla città, ai grattacieli, alle piazze, ai giardini. Un colore più bello, ovviamente.

Ramon è venuto ma si è lamentato che sudare gli rovina la pettinatura. In effetti faceva caldo e pedalare per 30 chilometri attraverso la metropoli non è stato facile. Secondo me però avere un look preciso è un problema, soprattutto per i capelli. Se uno ha un taglio emo, cioè i capelli lisci stirati che scendono lungo il viso, deve fare il possibile per non rovinarlo altrimenti perde senso il suo essere emo. Io non ho quel problema perché coi capelli ricci il taglio emo non funziona! Forse Ramon scherzava, non so, alla fine mi è sembrato contento di essere venuto a pedalare, ha perfino comprato una maglietta che vendevano in uno dei posti di ristoro. C’erano dei chioschi dove offrivano panini e bibite e altri chioschi per la riparazione delle bici, con dei meccanici che aiutavano le persone per qualsiasi tipo di problema. In uno di questi chioschi vendevano delle magliette con la scritta: “Con l’auto consumi carburante, con la bici calorie”. Ramon ha detto che la vuole regalare a suo cugino, perché è un po’ ciccione. Mi sembra un’idea simpatica, ma non so come la prenderà suo cugino.

Durante una delle soste ci siamo seduti su di una panchina a lato della strada e ho letto il testo di uno di quei grandi tabelloni che si trovano un po’ dappertutto nel Defe**, quelli con la scritta “Muovete en bici!” (Muoviti in bici!). Li avevo visti spesso ma non mi ero mai fermato a leggere quello che ci stava scritto. Sono dei tabelloni per invitare le persone del luogo e i turisti a conoscere la città usando la bici. Oltre alle informazioni turistiche contengono dei consigli tipo quello delle banane contro i crampi che c’era nel volantino del Cicloton. Per esempio, c’è scritto che “la bicicletta riduce la incidenza dei problemi cardiovascolari, l’alta pressione, i problemi di soprappeso, l’obesità e il diabete”. Ramon ha riso del mio interesse per i tabelloni, ha detto che dovrei studiare ciclistica o qualcosa di simile. Uno scienziato della bici, ma va! Io mica lo so quello che voglio fare da grande, cosa studiare, non so nemmeno dove voglio vivere. No, sì, a dire la verità vorrei vedere molti posti e vederli in bici, ecco! Intanto comincio da questo, che è già molto grande.

Ramon ha detto che sono pazzo come una capra, loco como una cabra, ma che forse la mia idea del gruppo ciclo-punk non è stupida. Lo so, potrebbe essere divertente: un gruppo che canta canzoni dedicate alla bici e che invita tutti ad andare ai concerti in bicicletta. Però niente alcol ai concerti perché una truppa di ubriachi in bici sarebbero un incubo! O forse no, birra e bici in libertà, sì, è più divertente così.

*Cicloton è una pedalata promossa ogni ultima domenica del mese dall’amministrazione di Città del Messico

**Defe è la contrazione di Districto Federal, l’aerea amministrativa della capitale messicana.

Per chi suona la tastiera

L’aggiornamento di questo blog è rallentato terribilmente. La vita materiale incombe e non riesco a trovare il tempo per inserire alcunché. Dublino ha il mercato degli affiti più assurdo che conosca (ok, Caracas è fuori classifica), ma alla fine un posto dove stare l’abbiamo trovato. Evviva. Per i visitatori affezionati di questo cortile segnalo due spazi dove potete leggere qualcosa di recente. Il primo è il mio racconto online per il progetto Foreigners/Estrangeiros. La storia di Adam è giunta alla puntata numero 45. Per leggerla cliccate QUI. Si racconta dell’incontro di Adam con un detective singolare, un personaggio già noto agli appassionati di gialli latinoamericani. Sul sito http://www.ilikebike.org  è uscita invece l’ultima delle mie “Lettere da Berlino”. Cliccate QUI se volete leggerla.