No! L’equazione immigrato-emigrato, No!

Dalla rete spunta una curiosa diatriba attorno al mio (smarrito) libro La mia casa è dove sono felice. Un anonimo lettore, che rigrazio, posta una recensione del libro in un sito italiano dedicato alla Moldavia e il curatore del sito risponde con parole di fuoco: “Ecchevvoddi’ “entrambi sono emigrati”? Anche uno svizzero in Italia e’ un emigrato…tuttavia lo svizzero ed il friulano non vanno in giro a sgozzare persone… e familiari. Pensare che tutti gli immigrati siano UGUALI e’ tipico dei kompagni che applicano l’ideologia fallimentare che li caratterizza…”

Il tutto succede ai nostri giorni, ottobre 2009, a conferma che tema trattato in quel libro è – purtroppo, in questo senso – ancora drammaticamente attuale. Che paura! Per leggere il tutto cliccate QUI

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La B sopra B su carta e web

Credo che chiunque pubblichi libri abbia un rapporto conflittuale con le recensioni. Da un lato, conoscere un commento articolato su quanto hai scritto è utile per capire i limiti e gli eventuali punti di forza del tuo lavoro. Dall’altro lato, può capitare che le recensioni siano degli scritti copiaticci del comunicato stampa della casa editrice, o delle segnalazioni scritte al volo per riempire la pagina del giornale. C’è un’altra categoria di ‘recensioni’, a cui un libro come La bici sopra Berlino purtroppo si presta fin troppo facilmente: le citazioni en passant nell’ambito di un articolo ‘a tema’. Metti per esempio che una rivista voglia scrivere un articolo sulla cultura della bicicletta a Berlino. Cosa c’è di meglio che usare un libro come questo per compilare le cartelle richieste? Non serve dire che gran parte delle informazioni sono tratte dal libro, che perfino certe frasi sono citate senza virgolette, basta rendere noto che esiste un tale libro. L’autore dell’articolo ha pagato dazio, segnalando il libro, e non ha dovuto faticare molto a cercare altre informazioni. Peccato che il lettore (dell’articolo) non venga informato del giochetto.

La premessa era giustificata dalla recente attenzione ricevuta da La bici sopra Berlino su alcuni giornali e blog. Non dirò chi si è comportato come, lascio al lettore il gusto della scoperta (ma dai, non fare l’ipocrita! Chi ha letto l’articolo di Vanity Fair sa a cosa ti riferisci). Sintetiche segnalazioni sono apparse su La Gazzetta dello Sport, Repubblica, Gioia (o era Grazia?). Ne hanno parlato Vanity Fair, Carta e perfino il Giornale, inserendo il libro in una polemica con l’amministrazione comunale di Genova (l’articolo è uscito dopo la presentazione fatta in quella città alla presenza dell’assessore alla mobilità)! Terra (il primo quotidiano ecologista) e Vita Nuova (settimanale cattolico di Trieste) hanno pubblicato delle recensioni lusinghiere. Sul web, ho notizia degli articoli apparsi su www.agenziaradicale.com e nel blog della giornalista del Corriere del Veneto Sara D’Ascenzio. In ultimo un’anticipazione: una lunga recensione uscirà sul prossimo numero di A Rivista Anarchica.  

Film che non vedi per caso

Non avevo mai visto Tokyo-Ga perché pensavo fosse una pippa intellettualoide di quel signore tedesco a me caro che risponde al nome di Wim Wenders. In effetti, l’idea di fare un documentario su di un regista giapponese attivo tra gli anni ’30 e ’60 del secolo scorso (sigh) che solo gli studenti di cinema, quelli diligenti, conoscono, è in linea di principio una pippa intellettualoide (secondo i miei parametri di p.i.). Però Tokyo-Ga è un film che distilla poesia in immagini e ci trasmette l’amore sincero per il cinema di Yasujiro Ozu, un regista fuori-classe. Riconoscere, con più di vent’anni di ritardo, i propri errori, è curativo. Ringrazio un tipo croato che ha caricato su YouTube tutto Tokio Ga in nove episodi di 10 minuti, la qualità è più che discreta e le pause tra uno spezzone e l’altro possono servire per commentare con chi ci sta accando, andare al bagno, bere un sorso di birra, verificare di non aver dimenticato da qualche parte la penna, che alla fine della giornata sembra sempre essere rimasta in un luogo diverso… Dopo aver visto Tokio Ga abbiamo deciso di recarci dal noleggiatore e cercare i film di Ozu. Ne avevano diversi, ne abbiamo avuti tre al prezzo di uno. Molti film di Ozu sono ambientati a Tokio e hanno dei temi ricorrenti: il rapporto genitori-figli, l’incontro-scontro tradizione-modernità, i treni (in ogni film appare almeno un treno in corsa), il morire. Tokio Story è il suo film più conosciuto e mi è rimasto addosso. Cioè, mi sono rimaste addosso le immagini che riproducono con una semplicità che coincide con la purezza il dialogo tra due persone, il coricarsi, il preparare la borsa per un viaggio, il silenzio che esprime incomprensione, quando esprime incomprensione.

Il caso non è mai casuale. Due giorni fa era arrivata sul mio tavolo la copia in dvd di Kirschblueten-Hanami, film della regista (nonché scrittrice) tedesca Doris Dorrie, Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2008. Bibi ne parlava da tempo, di questo film, dopo averlo visto a una rassegna sul cinema tedesco all’Irish Film Institute. E aveva ragione. E’ un film che ti rimane addosso, come quelli di Ozu. E non è un caso. Dorrie ha voluto fare un omaggio a Tokio Story, adattando il tema del film di Ozu alla Germania di oggi. Un film a basso costo, girato in HD con con una troupe minimale e un approccio da mano sul cuore nel fare film. E’ stato distribuito in vari paesi ma non (ancora) in Italia.

La bici sopra B in radio e tv

Impennata di interesse per La bici sopra Berlino nei giorni dell’anniversario della caduta del Muro. Oggi, 2 novembre, la pagina culturale dell’edizione delle 19.30 del GR2 di RadioRai è stata dedicata al libro scritto dal custode del cortile digitale in cui vi trovate. Nella parte finale del giornale radio il giornalista Federico Pietranera mi fa alcune domande sulla Berlino in bici. Per chi volesse ascoltare la puntata basta cliccare QUI, selezionare la data del 2 novembre e la puntata delle 19.30. Domani, 3 novembre, invece, si parlerà del libro nell’ambito di Jalla Jalla, contenitore pomeridiano di Radio Popolare, in onda alle 14.00. Per gli amanti della tv in orari notturni, lo spazio informativo di Rai 3 Linea Notte questo venerdì, 6 novembre, ospiterà il sottoscritto per parlare della reunion degli Husker Du….no, scherzavo, più banalmente si parlerà (ancora?) de La bici sopra Berlino. L’orario è da nottambuli, come dicevo, attorno alla mezzanotte. Spero di non cadere addormentato prima.

Ultimo aggiornamento rispetto alle presentazioni in programma nei prossimi giorni. Venerdì 6 novembre, alle 18, brindisi con l’autore presso la Ciclofficina Insella, a Pordenone. Dettagli su questo e altri incontri nel sito di Ediciclo.