Twitter, oh signor

Mentre stavo scandagliando Twitter per cercare di convincermi ad aprire un account (non è il primo tentativo), mi sono imbattuto in un messaggio del twitterista (vero? falso?) Mario Monti, postato il 18 novembre:

Essere ricchi non è un crimine.La ricchezza genera lavoro e sostiene l’#Italia.Meno assistenzialismo e più mercato. Buon Week End 

vedere per credere: http://twitter.com/#!/palazzochigi

il mercato, oh le mie povere membra!

p.s. in data 20 novembre l’account di Twitter palazzochigi è stato chiuso. Era uno scherzo ben riuscito. Che sollievo.

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La maglietta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’idea semplice ma efficace. Le cose semplici sono sempre le migliori. Un fotografo appassionato di calcio ritrae persone incontrate per strada che indossano magliette di squadre di calcio. Chiede loro, perché? Registra la risposta, aggiuge alcune annotazioni. Poi la foto. Il sito si chiama Footballists.

La legge è uguale per tutti (qualche volta anche per l’amico americano)

Un soldato statunitense in servizio in una delle basi USA in Corea del Sud è stato condannato – da un tribunale coreano – a dieci anni di prigione per aver violentato una donna. La notizia è singolare perché di prassi i soldati USA presenti in tanti, troppi, paesi del mondo, non sono soggetti alle leggi di quei paesi. L’esempio più enorme è la strage del Cermis, dove 20 persone persero la vita per colpa di un pilota statunitense, di stanza alla base di Aviano, che giocando a chi volava più basso coi suoi amici tranciò i cavi della funivia. La giustizia italiana non potè processare i membri dell’equipaggio dell’areo, che vennero invece giudicati da un tribunale militare a casa loro. La corte assolse il pilota e il suo navigatore, gli unici imputati. Vennero successivamente rimossi dal servizio per aver distrutto un nastro registrato durante il volo.

Da come la notizia viene riportata dalla BBC, si capisce che gli USA hanno giurisdizione esclusiva sui loro soldati anche in Corea del Sud, ma (traduco) “negli ultimi anni hanno onorato ogni richiesta delle autorità sud-coreane di giudicare personale americano imputato di gravi crimini”. O la strage del Cermis non è un reato grave oppure c’è qualcosa che non quadra in questa situazione. Forse, ma dico forse, qualcosa è cambiato nella politica USA di gestione delle basi all’estero. Sarebbe un elemento a favore di quell’uomo tenue e disorientato che porta il nome di Barak Obama. Tuttavia, giudicando da come si è comportato fino ad oggi, vedi interventi armati in Libia e altri paesi, sostegno dei golpisti in Honduras, mantenimento dell’embargo su Cuba, le ragioni sono probabilmente altre. Da Wikipedia vengo informato (le fonti linkate sono in giapponese) che tra il 1952 e il 2004 i soldati Usa di stanza in Giappone sono stati protagonisti di circa 200.000 incidenti e reati che hanno provocato la morte di 1,076 civili giapponesi. La presenza Usa in quella parte del mondo (la Corea è dirimpettaia del Giappone) è stata spesso oggetto di critiche per i danni causati alle persone e alle cose. Forse, quindi, il caso riportato è più una risposta al clima generale che un cambio di atteggiamento.